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ATLANTE MAGICO |
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Ventesima tappa: Tintagel |
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Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, Merlino e Morgana, Excalibur e il Graal. Esistono soltanto nei romanzi medievali di Malory e Chretien de Troyes e nei film di fantasy, o sono esistiti davvero? Ci sono documenti medievali che sembrano provare l'esistenza, nel Quinto secolo dopo Cristo, di un condottiero britanno che si opponeva agli invasori sassoni. Ma dov'era situato il suo quartier generale, il mitico castello di Camelot? |
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Alcuni studiosi ritengono che si trovasse in Cornovaglia, e precisamente a Tintagel. Qui, la terra finisce, con prati verdi, rocce di ardesia e di basalto che si interrompono nel mare. Oltre c'è soltanto l'Atlantico, da cui, verso sera, arriva la nebbia. Allora, nella bruma sanguigna del tramonto, sembra di ritornare indietro nel tempo, vertiginosamente. Un'atmosfera di magia, nostalgia e mistero avvolge il visitatore. Lancillotto, Perceval, Galvano e Key potrebbero apparire da un momento all'altro nelle loro armature scintillanti. Forse non ci stupiremmo nemmeno tanto. Chiederemmo loro se sono riusciti finalmente a trovarlo, quel benedetto Graal. Tintagel è una tipica cittadina della costa settentrionale della Cornovaglia, con i caratteristici cottage irti di abbaini, alcuni dei quali portano benissimo i loro quattro |
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o cinque secoli
di vita. Ottimi i pub, con birra di prim'ordine e i "cornish pasty",
giganteschi ravioli ripieni di verdure. Romantiche e confortevoli le
locande, quasi tutte complete di fantasma. Insomma, Tintagel è tipica di una
grande regione magica come la Cornovaglia. In più, Tintagel è forse una
delle località più magiche del mondo, se davvero, come molti ritengono, si
può identificare nientemeno che come Camelot. O è soltanto una trovata
turistica? Verrebbe da dubitarne, esplorando i negozietti dove Isotta,
Ginevra, Tristano e Artù vengono venduti sotto forma di portacenere, teiere
e altra chincaglieria. Ma, come sempre, il vero viaggiatore deve andare al
di là delle apparenze. Qui a Tintagel, il grande pittore romantico Turner
dipinse i suoi più ispirati paesaggi marini fatti di aria e di luce. Il
poeta Tennyson venne qui a ispirarsi per il suo lungo poema arturiano,
"Idilli del Re", e il musicista Elgar vi compose la più impressionista delle
sue sinfonie. A Tintagel c'è, di sicuro, una magia. Basta uscire dal
pittoresco villaggio e andare verso la costa, sulla penisola battuta dai
marosi dove, raggiungibili per erti sentieri a picco sul mare, sorgono i
ruderi di un castello medioevale. Fu costruito in epoca normanna, nel 1200,
ma forse, su quello scoglio, prima ancora sorgeva Camelot.Nei pressi c'è la
Grotta di Merlino, dove si narra che il mago strappò alle acque il piccolo
Artù. C'è anche il ponte della Strage, dove si dice che Artù abbia
combattuto la sua ultima battaglia contro il traditore Mordred. C'è un
torrente che si chiama Avalon, un fiume di nome Camel, il villaggio di
Camelford. Tutto, insomma, qui ricorda Artù, Ginevra e compagnia. Vero o
falso? Ha poi molta importanza? Il mito, le leggende, la poesia sono forse
più vere dei fatti veri. |
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| In alto: due immagini del castello di Tintagel. Al centro: il percorso che porta alle mura dell'imponente fortezza del paesino britannico e una foto della sede delle poste del paesino di Tintagel. Qui sopra: Re Artù, Ginevra e Lancillotto nella recente trasposizione cinematografica del regista Antoine Fuqua. La caricatura di Sergio Bonelli è opera di Fabio Celoni. | |||
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