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Dopo
“Il vendicatore” (1990), un deludente B-movie di Mark Goldblatt interpretato
da un roccioso Dolph Lundgren, speravamo in un migliore risultato, quando
abbiamo appreso che “The Punisher”, il personaggio più estremo dell’Universo
fumettistico Marvel, una specie di super-giustiziere della notte, diventava
protagonista di un film ad alto budget. Invece, dopo aver visto “The
Punisher – Il Punitore”, diretto dall’ex sceneggiatore Jonathan Heinsleigh,
siamo rimasti nuovamente delusi. Malgrado i soldi spesi, e a dispetto della
presenza di John Travolta in una parte da “villain” (quelle che permettono
all’attore di tirar fuori il meglio di sè), anche la seconda versione
cinematografica del fosco ammazzacattivi delude non poco il fan accanito per
le libertà prese dal regista nei confronti del fumetto originale, mentre lo
spettatore comune si trova di fronte al solito fragoroso action-movie, non
diverso da mille altri in cui un uomo disperato vendica la famiglia
barbaramente trucidata.
Nei comic-books, Frank Castle, già veterano del Viet Nam, durante un pic-nic
al Central Park, vede morire davanti ai propri occhi la moglie e i due
rampolli, finiti nel bel mezzo di un regolamento di conti fra gang. Nel film
di Heinsleigh, invece, Castle è un agente, arruolato in un corpo speciale
antidroga, che uccide, nel corso di un intervento armato, l’amato figlio del
super-boss Howard Saint (Travolta). Per vendetta, Saint ordina la sua
eliminazione, ma naturalmente, a lasciarci le penne, sono moglie e figli
dell’agente. In realtà, quindi, il vero Punitore sarebbe Saint, e non Castle...
Il fatto poi di avere ambientato la vicenda a Miami anziché a New York non
aiuta di certo... Per fortuna, il regista si ricorda del fumetto e recupera
alcuni personaggi della mini-serie a fumetti “Bentornato, Frank”, realizzata
da Garth Ennis e Steve Dillon e pubblicata in Italia da Marvel: per esempio,
i curiosi vicini di casa del giustiziere (anche se far passare una bellezza
come Rebecca Romjin-Stamos, come zitella insicura e nervosa, è un delitto
che chiede giustizia al dio del cinema!) e l’indistruttibile killer detto
“il Russo” (il wrestler Kevin Nash). Meno male che, a differenza di Lundgren
nella pellicola precedente, il nuovo Punitore indossa la tipica maglietta
nera con il teschio, suo segno distintivo.

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