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L’avventura in edicola di Brad Barron, così come la lotta del protagonista della serie contro i terribili Morb, giungerà al termine il prossimo mese di ottobre. Se la parola “fine” si potrà scrivere soltanto nell’ultima pagina del diciottesimo albo, la conclusione della trama avrà inizio già a partire da agosto, con il primo capitolo di una trilogia che porterà al conflitto finale tra i terrestri e gli invasori alieni. Scambiamo due chiacchiere con Tito Faraci, creatore della serie e sceneggiatore di tutte le avventure di Brad, per conoscere in anteprima che cosa ci aspetta negli ultimi episodi della prima mini-serie targata Sergio Bonelli Editore.

Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per gli Stati Uniti, aver visitato piccoli paesini che nascondevano minacce non solamente aliene, Brad, con il numero in edicola ad agosto, "Conto alla rovescia", inizia la strada del ritorno verso la sua New York invasa dai Morb. Come è cambiato il personaggio nel corso del suo lungo viaggio? In cosa è differente il Brad Barron di oggi rispetto a quello appena fuggito dalla sua prigione aliena che abbiamo conosciuto nel primo numero?
Ha imparato molte cose sui Morb, certo. Ma anche sull’umanità allo sbando, nello scenario di un mondo conquistato e devastato dagli alieni. E sono stati insegnamenti anche dolorosi, per Brad, che troppo spesso ha trovato in esseri umani, come lui, nemici pericolosi quanto i Morb. E a volte anche di più. L’eroe puro e duro dell’inizio, che vedeva un mondo in cui le cose erano bianche o nere, senza sfumature, oggi ha perso una parte delle sue certezze. Ma non il coraggio, la forza di volontà e la speranza di ritrovare la propria famiglia.
A ogni modo, “Conto alla rovescia” è il primo episodio di una trilogia in cui gli elementi più importanti della serie vengono ripresi e integrati. Un’ultima buona occasione per chi vuole avvicinarsi, o riavvicinarsi, a Brad Barron.
Giunta al numero 18, la serie avrà una sua conclusione, poi di Brad Barron rimarrà il ricordo di una bella storia uscita nel corso di un anno e mezzo... Come ti è sembrato questo primo esperimento di mini-serie bonelliana? Credi sia stato positivo? Non pensi che i tuoi lettori più affezionati possano sentirsi un po' orfani dopo il termine della lunga avventura?
La mini-serie è finita. Come era stato annunciato e come, quindi, era giusto e doveroso fare. Ma ciò non significa che sia finito lui, Brad Barron, come personaggio. Posso già rivelare che è in lavorazione un albo speciale, in cui Brad vivrà una nuova e lunga avventura autoconclusiva. E del tutto autonoma. Non è un diciannovesimo numero della serie, ma una storia con un inizio e una fine propri. Adatta anche a chi si accosta a Brad Barron per la prima volta.
Nel corso della serie, hai lavorato con alcuni collaudati disegnatori "bonelliani" (da Brindisi a Bignamini), ma hai anche tenuto a battesimo degli esordienti in "casa" nostra come Max Avogadro (già visto all'opera su Brad Barron 10 e di ritorno per il penultimo episodio) e Walter Venturi (autore delle tre vignette che accompagnano questa intervista e che debutta proprio con il primo albo della trilogia finale). Come ti sei trovato a collaborare con loro?
L’entusiasmo di questi autori nell’avvicinarsi alla Bonelli è stato enorme e contagioso. Sentivo che volevano dare il massimo, che stavano mettendocela tutta, e questo mi spingeva a fare altrettanto. Posso dire, in generale, che questo entusiasmo è valso per tutto il team. Brad Barron non è mai stato un lavoro di routine. E ci siamo divertiti, anche.
A proposito di disegnatori… Osservando i vari episodi della serie, siamo rimasti positivamente sorpresi da come, pur mescolando stili diversi, la caratterizzazione dei personaggi (umani e alieni) sia sempre risultata azzeccata. Il complesso lavoro preparatorio svolto con la preziosa collaborazione di Fabio Celoni sembra aver pagato...
Fabio è stato un grosso valore aggiunto, per la serie. Le sue copertine erano sempre lì, sotto gli occhi di tutti. In un certo senso, hanno definito i confini visivi del mondo di Brad Barron. Credo che la sua influenza sia andata ben oltre il lavoro iniziale sui bozzetti. Copertine così erano quasi una sfida, per chi doveva disegnare le storie all’interno degli albi. E anche per me, che le ho scritte…

Da sinistra verso destra, tavola di Walter Venturi tratta da Brad Barron n. 16, due pagine del n. 17 disegnate da Max Avogadro e una scena estrapolata dal n. 18, opera di Giovanni Bruzzo.
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