DUE FRATELLI PER ZAGOR!

   
 
 


 
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I numeri di Zagor in uscita ad Agosto e Settembre presentano una storia doppia che vede il debutto, sulle pagine dello Spirito con la Scure, di Nando e Denisio Esposito, meglio conosciuti dai lettori bonelliani come Esposito Bros. Dopo anni di militanza nello staff di Martin Mystère, con escursioni nel passato di Storie di Altrove, nel lontano futuro con alcuni albi di Nathan Never e persino nei mondi fantastici di Zona X, eccoli affrontare una nuova sfida e illustrare il West in cui si muovono il Signore di Darkwood e il suo fido compagno d'avventure Cico. Abbiamo approfittato dell'evento per sbirciare dietro le quinte e chiedere ai due fratelli come hanno vissuto questa esperienza.

Come è stato l'impatto con il West zagoriano? Avete accettato subito con entusiasmo o avete titubato prima di tuffarvi in questa nuova avventura?

In verità, non vedevamo l'ora di metterci alla prova su Zagor e quando c'è stata la conferma che la possibilità si stava concretizzando ci siamo messi subito al lavoro. Siamo entrati nel nostalgico mondo del West in punta di piedi, ma contavamo molto sulle nostre conoscenze. Le letture della nostra infanzia passata in terra elvetica, Jerry Spring, Blueberry, Comanche, tanto per citarne alcuni, personaggi che dalle riviste Tintin e Spirou approdarono successivamente in Italia sulle pagine del Corriere dei Piccoli, potevano tornarci molto utili. Nonostante fossimo comunque perfettamente consci delle difficoltà che avremmo incontrato, l'entusiasmo prevaleva su tutto. Zagor aveva rappresentato la nostra prima "cotta", il personaggio che ci ha avvicinato al mondo delle nuvole parlanti, le cui storie, insieme a quelle di Tex, continuavamo puntualmente a leggere in Svizzera sulle riviste Yuma e Rodeo. La sfida era troppo allettante! Gli zagoriani ci capiranno...

Quali sono state le difficoltà maggiori nell'affrontare un personaggio dalla lunghissima storia editoriale e grafica come lo Spirito con la Scure?

Zagor è sempre stato un personaggio difficile da realizzare. Sapevamo che i nostri buoni propositi non erano sufficienti per strutturare il lavoro che avevamo in mente. Infatti non bastarono. Nonostante fossimo stati suoi lettori per decenni, questa volta dovevamo analizzare il ragazzone di Darkwood a tutto tondo e guardarlo decisamente con altri occhi. Abbiamo fatto delle prove in varie direzioni, cercando anche di allontanarci dagli stilemi grafici di Gallieno Ferri. Quando ti confronti con un personaggio di questo calibro lo devi rispettare, respirare, cercare di carpirne i segreti nelle sue più intime sfaccettature. Iniziammo a rileggere, per la preparazione degli schizzi, decine e decine di albi realizzati da Ferri (che ovviamente rimane un punto di riferimento indiscutibile, per quanto riguarda questa testata) e le idee venivano discusse maniacalmente, rivissute e rielaborate il giorno dopo. In uno stato quasi onirico, riguardammo, quasi assorbendola, ogni vignetta e alla fine decidemmo la strada da seguire per ottenere la giusta sintesi del tratto.

Il vostro segno tende a esaltare il dinamismo dell'azione e a sottolineare la fisicità dei personaggi. Con le scene d'azione scritte da Moreno Burattini vi sarete, dunque, trovati a vostro agio...

Moreno Burattini lo incontrammo nel 1993 a Lugano, in occasione della mostra dedicata a Nathan Never, dove eravamo ospiti perché parte della squadra di disegnatori dell'Agente Speciale Alfa. Iniziammo subito a parlare di come sarebbe stato bello lavorare insieme e eccoci finalmente, dopo oltre dieci anni, a condividere il sogno. Siamo stati molto fortunati a lavorare con uno sceneggiatore come Moreno. Il nostro accentuato senso del dinamismo si è sposato perfettamente con il suo modo di scrivere. Pensiamo di avere molti punti in comune con lui, lo stesso modo di filtrare la realtà e includerla in una vignetta. Ci siamo sentiti una squadra affiatatissima e i suoi complimenti giungevano puntuali nei momenti più indovinati. I suoi apprezzamenti e il suo entusiasmo ci spronavano a fare sempre meglio. Le sue non erano le classiche sviolinate, ma nascevano dalla spinta di chi ha una passione comune e ha a cuore il proprio lavoro. Nella nostra storia, con il suo inconfondibile ritmo narrativo, lo abbiamo visto utilizzare il sole e altri impensabili trucchi per togliere dai guai il nostro eroe. Ha una fantasia straordinaria! Grazie a questa esperienza, abbiamo toccato con mano la sua abilità di sceneggiatore.

 

Come vi dividete il lavoro? E, in occasione di questa doppia avventura, avete dovuto cambiare qualcosa nella vostra routine?

Dovevamo gestire insieme Zagor e Martin Mystère e le sceneggiature arrivavano a distanza di pochi giorni l'una dall'altra, anche se, per esigenze editoriali, dovevamo dare la precedenza al Detective dell'Impossibile. Disegnare contemporaneamente due storie tanto diverse ci ha creato non pochi grattacapi, ma la capacità tecnica acquisita in vent'anni di esperienza ci ha concesso questo privilegio. In quanto all'organizzazione del nostro lavoro, si svolge così: Nando sceglie l'inquadratura e schizza le anatomie su carta Bristol Board Extra Smooth Surface Drawing Pad. Denisio ritocca, veste i personaggi e fa gli sfondi con la sua possente Micromina Hb 05 Koh I Noor. Quindi, la tavola torna a Nando per i dettagli definitivi a matita, dopodiché la riprende Denisio per il ripasso finale a china, rigorosamente con Pennello Winsor & Newton N°2, maniacalmente selezionato sotto l'occhio vigile e spazientito del negoziante di turno.

 
  

E dopo questa storia, cosa vi aspetta? A cosa state lavorando, attualmente?

Prima di tutto attendiamo con ansia il giudizio, che speriamo clemente, dei nostri lettori. In relazione al lavoro, abbiamo in cantiere una nuova avventura di Zagor con un'altra rocambolesca sceneggiatura di Moreno Burattini e una storia a colori di venti pagine di Martin Mystère, scritta dall'ormai collaudatissimo Carlo Recagno.