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BENITO JACOVITTI
Sarezzo (Brescia)
Villa Usignolo, via Verdi 60
Fino all'11 novembre 2001.
Orari d'apertura: dalle 16 alle 19, tutti i pomeriggi;
sabato
e domenica, dalle 10 alle 19, con orario continuato. Lunedì,
chiuso.
Informazioni: tel. 030.89012244
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A Sarezzo (Brescia),
presso i locali di Villa Usignolo, è in corso una mostra dedicata
all'indimenticabile maestro dell'umorismo Benito Jacovitti, scomparso
nel 1997. Curata da Silvia Jacovitti e Dino Aloi, la retrospettiva ripercorre
l'intera carriera del grande cartoonist (di cui il pubblico bonelliano
conosce il divertente albo a colori "Cocco Billdiquaedilà",
pubblicato come numero d'esordio della collana I Grandi comici del Fumetto)
e ne abbraccia tutti i diversi aspetti, grazie alle venti sezioni in
cui è stata suddivisa. I disegni, quasi interamente in originale,
spaziano quindi dalle illustrazioni per "Pinocchio" ai "Diari
Vitt", dalle grandi tavole panoramiche realizzate per il quotidiano
"Il Giorno" negli anni Cinquanta, ai disegni erotici, ai manifesti
e alle vignette politiche.
Per la prima volta, sono esposte tavole originali degli anni Quaranta
realizzate per "Il Vittorioso" e recentemente recuperate dalla
figlia Silvia. La mostra, che possiamo considerare l'antologia ufficiale
di Jacovitti, è già stata esposta a Torino nel 1998 e
in Sardegna nel 1999, ma l'aggiunta di queste preziose tavole la rende,
allo stesso tempo, nuova e unica. Accanto a queste autentiche rarità,
sono comunque esposte tavole di personaggi creati da Jacovitti come
l'Arcipoliziotto Cip, Tom Ficcanaso, Zorry Kid (di cui è esposta
un'intera storia di venti tavole) per arrivare all'intramontabile Cocco
Bill, pistolero alla camomilla, e al suo inseparabile cavallo Trottalemme,
protagonisti questi ultimi di una serie a cartoni animati i cui primi
episodi, proiettati da RaiDue, hanno riscosso un grande successo (e
sicuramente tanto ne riscuoteranno ancora i nuovi episodi che andranno
in onda in inverno). Il catalogo, edito dalla Casa editrice Il Pennino,
contiene buona parte delle opere esposte e una serie di saggi critici
che lo rendono un oggetto prezioso per amatori e collezionisti.
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