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SPAZI E COLORI DELLA FANTASIA: MARIO UGGERI NADIR QUINTO
Milano, Chiostri dell’Umanitaria, via Daverio 7,
dal 27 aprile al 16 maggio 2004 (tranne sabato 1 e domenica 2
maggio).
Orario: 10-19.
Ingresso libero.
Inaugurazione (su invito): 26 aprile, ore 18. Per informazioni: Società Umanitaria, tel. 02.5796831; www.umanitaria.it |
In alto: l'immagine pubblicata sul
depliant della mostra. A fianco: un'illustrazione di Mario Uggeri. Sotto:
una striscia dal Tex di Quinto e una sua copertina di un albo su testi
di G. L. Bonelli.
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Il fumetto italiano è nato nel 1908 a
Milano, con il "Corriere dei Piccoli". Giusto, e simbolicamente appropriato,
che rinascesse proprio nella Milano sfigurata dalle bombe che, come tutta la
Penisola, lentamente ritornava alla vita dopo l’incubo della seconda guerra
mondiale e dell’occupazione nazista. "Nel dopoguerra, a Milano", scrive
Gianni Bono, "si manifesta la coincidenza di tre fattori fondamentali per lo
sviluppo di una moderna industria della carta stampata: diffusa
imprenditorialità, presenza di molteplici ed efficienti distributori e
soprattutto un’affluente e costante corrente di creatività. Giovani talenti
dell’intreccio narrativo e promettenti illustratori convenivano in città da
ogni dove per apportare il loro contributo alla ricostruzione: la
riedificazione della Fabbrica dei Sogni, certo non meno concreta e
necessaria di qualsiasi altra per la vita quotidiana". Tra i "giovani
talenti" di cui parla l’editore e critico Gianni Bono, sono senz’altro da
annoverare Mario Uggeri e Nadir Quinto, oggi protagonisti di una esauriente
mostra allestita nei Chiostri dell’Umanitaria, a Milano.
Di Mario Uggeri, nativo di Codogno e da poco scomparso, potrete leggere,
oltre a un affettuoso ricordo che noi della Sergio Bonelli Editore gli
abbiamo dedicato nelle "Comics News", una sintetica scheda biografica
contenuta nell’elenco dei collaboratori alla testata "Tex" nel sito della
Casa editrice. Qui aggiungeremo soltanto che, lasciato da parte il fumetto,
si è dedicato a tempo pieno, oltre che all’illustrazione, anche alla pittura
e, soprattutto negli ultimi anni, alla scultura.

Nadir Quinto, milanese,
nato nel 1918, si forma all’Accademia di Brera, che abbandona prima del
termine degli studi. Esordisce nel fumetto con "L’Arciere Nero", per
l’editore Nicolli. Nel dopoguerra, è al "Corriere dei Piccoli", dove resterà
fino al 1953, lavorando anche per Mondadori. Dopo circa un ventennio di
collaborazioni estere, soprattutto con la Gran Bretagna, è presente con i
suoi lavori sulle pagine del "Corriere dei Ragazzi", dove realizza la serie
"Tom Boy", quindi firma "Swea" per "Corrier Boy". Collabora
contemporaneamente a "Il Giornalino", per il quale realizza riduzioni a
fumetti di classici della letteratura e crea serie di ambientazione marinara
quali "I Delfini" e "Jacopo Del Mare". Anche Nadir Quinto, come Mario
Uggeri, ha incrociato la pista del nostro Tex. A differenza di Uggeri, però,
non ha potuto offrire il suo contributo alla saga di Aquila della Notte. Su
insistenza di Sergio Bonelli, aveva deciso di ritornare al fumetto, da lungo
tempo abbandonato a favore di tele e pennelli. Aveva così presentato alcune
tavole di studio (di cui vi offriamo una testimonianza) per un albo di Tex;
un Tex che non vedrà mai la luce, poiché, nel 1994, Nadir Quinto si è
spento nella sua Milano. 
La mostra accompagna il visitatore lungo il percorso della crescita
artistica di Uggeri e Quinto, anche attraverso i bozzetti e gli studi
originali dei personaggi realizzati, illustrando, oltre alla magistrale
opera di questi due autori, anche la genesi artigianale del fumetto, sempre
a metà (e questa è una ragione non secondaria del suo fascino) tra industria
della narrativa per immagini e antica bottega artigiana. Il catalogo, oltre
alla descrizione delle opere esposte e a un ricco corredo iconografico,
contiene interventi di Giulio Giorello, Antonio Faeti, Bruno Bozzetto e Mino
Milani.

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