BEPI VIGNA: IL RITORNO DI ARGO!

 

“Asteroide Argo” giunge alla sua quinta avventura. Nonostante, in effetti, siano soltanto due gli albi che si sono presentati in edicola sotto questa testata, le avventure di Jack, di April, di Helen, di Rick e degli altri hanno avuto inizio ben prima, con due maxi-storie da quasi 290 pagine, pubblicate su “Agenzia Alfa” n. 2 (maggio 1998) e n. 5 (febbraio 2000). Partita da una costola di Nathan Never, questa serie, con il tempo, ha acquistato una sua autonomia. Anticipando l’uscita del nuovo albo della saga spaziale, intitolato "il pianeta degli schiavi" e previsto per il prossimo 23 giugno, approfittiamo dell’occasione per scambiare due chiacchiere con lo sceneggiatore Bepi Vigna, autore di tutte le avventure di questi eroi del cosmo.


Come hai sviluppato il progetto “Asteroide Argo”, e quali sono le tue principali fonti d’ispirazione?

L’intento iniziale era quello di fare della fantascienza un po’ diversa da quella di Nathan Never, meno cyberpunk e più vicina a scenari come “Star Wars”, “Spazio 1999” e soprattutto “Star Trek”. Quindi, le varie citazioni di queste saghe stellari che compaiono in Asteroide Argo non sono affatto casuali. Mi piaceva l’idea di inventare un intero universo partendo quasi da zero. Credo che un ambito narrativo di questo tipo consenta di trattare qualunque tema, anche in maniera approfondita, ma senza mai rinunciare al divertimento e all’avventura. In particolare, mi interessava approfondire il rapporto con la diversità, soprattutto quella culturale, e trattare di quei principi che sono alla base della convivenza pacifica tra i popoli, quei valori universali che dovrebbero costituire le fondamenta di ogni civiltà veramente evoluta. C’era poi il desiderio di non rinunciare a dei personaggi che su Nathan Never stavano esaurendo la loro parabola narrativa, ma che erano dotati di caratteristiche tali da poter essere ancora utilizzati validamente in altri contesti.


Hai sempre pensato, auspicandosi un buon riscontro di pubblico, che “Asteroide Argo” potesse trasformarsi da una “serie nella serie” di “Agenzia Alfa” a una collana autonoma?

Certo, questa è sempre la speranza, quando si parte con un progetto nuovo. Proprio pensando a questa eventualità, fin dai primi episodi ho iniziato a prendere appunti su ogni elemento che inserivo nelle storie, anche perché costruendo uno scenario così complesso c’è il rischio di perdersi. Ho creato così una sorta di “enciclopedia” dell’Altra Galassia, un dizionario alfabetico dove è possibile trovare tutto ciò che occorre sapere sui vari pianeti e i popoli che li abitano, sugli usi e costumi, la storia, il livello di tecnologia, le tradizioni. Una guida dettagliatissima, che si evolve ogni volta che scrivo un nuovo episodio e che ormai è diventata un bel volumone che consulto costantemente quando scrivo le sceneggiature. Un estratto delle voci più importanti, quelle relative ai singoli episodi, viene pubblicato nelle ultime due pagine degli albi. Questa guida, a pensarci ora, è un lavoro un po’ da matti. Ma, come si sarà certamente capito, metto molto entusiasmo nello scrivere le avventure dell’Asteroide Argo… e mi diverto anche tanto.


Ogni albo della saga finora uscito ha visto sia viaggi e avventure spaziali, sia una costante evoluzione dei rapporti, anche sentimentali, tra i numerosi personaggi. Quanto è importante il fattore umano in questa serie e nelle tue storie in generale?

Il fattore umano è fondamentale. I lettori devono potersi identificare nelle storie, devono riconoscere le emozioni, i sentimenti, le paure e le aspirazioni che provano i protagonisti. L’equipaggio di Argo, in fondo, è come una sorta di famiglia… le dinamiche relazionali e anche i conflitti tra i protagonisti sono molto simili a quelli che si sviluppano in ambito familiare. Ogni personaggio ha un suo problema (conscio o inconscio) che ne condiziona il comportamento e incide nei rapporti con gli altri.


Possiamo avere qualche anticipazione sulla trama dell’albo che troveremo in edicola il 23 giugno? E come si è svolto il tuo lavoro con Elena Pianta, autrice degli spettacolari disegni di “Asteroide Argo” n. 3?

La colonia umana di Argo, fin dall’episodio apparso in Agenzia Alfa n. 5, svolge ormai un ruolo preciso nella comunità di esseri che popolano l’Altra Galassia. I terrestri, proprio per la loro innata capacità di accettare il compromesso, operano come “Mediatori”, costituiscono cioè una sorta di “corpo diplomatico” che si occupa, appunto, di mediare nei conflitti tra i vari pianeti. In quest’avventura devono accompagnare degli ambasciatori sulla Cintura di Kuaddhar, un sistema stellare popolato da alcuni esseri molto bellicosi, per una trattativa commerciale che si annuncia complicata e che si rivelerà altamente drammatica, movimentata anche da alcuni inaspettati colpi di scena. Rispetto all’episodio precedente, che sebbene ambientato su un pianeta alieno aveva la struttura classica del “legal thriller”, questa è un’avventura molto più ricca di azione e combattimento. Sono stato felice di poter lavorare con Elena, una disegnatrice che ho sempre ammirato, fin da quando ho visto le sue prime tavole di prova per Legs, diversi anni fa. Il suo tratto è molto elegante e sicuro, adattissimo alle atmosfere “aliene” che compaiono in Asteroide Argo (ne potete vedere qualche esempio in questa stessa pagina). Mi auguro di lavorare di nuovo con lei molto presto.