ALESSANDRO PICCINELLI: IL RICHIAMO DELLA FORESTA!

 

Nel mese di maggio 2006, giunge in edicola "Huron!", una lunga storia di Zagor che si svilupperà in ben quattro albi e che vede l'esordio sulle pagine dello Spirito con la Scure di Alessandro Piccinelli. Proveniente da diverse esperienze come disegnatore di fumetti e illustratore, dopo un periodo di tirocinio sotto l’“ala protettrice” di Claudio Villa, il giovane autore comasco ha messo al servizio dell’eroe di Darkwood il suo tratto classico ma dinamico. In questa intervista, cerchiamo di conoscerlo più da vicino.


Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto? Quali sono state le tue prime esperienze in questo campo?

Conseguito il diploma di perito tessile presso l’istituto tecnico “Setificio” a Como, ho frequentato la “Scuola Del Fumetto” a Milano. In quel periodo, concluso il servizio militare, ho iniziato a collaborare in veste di illustratore per il quotidiano “ Il Corriere di Como ”. Devo molto a questa esperienza lavorativa, la prima in assoluto nel campo editoriale: il contatto con i ritmi produttivi di un quotidiano è stato fondamentale per farmi capire l’importanza della rapidità d’esecuzione e del rispetto delle scadenze! In seguito, ho sceneggiato e disegnato sette storie a fumetti apparse sulla rivista “M.A.R.E.”. Quindi, ho realizzato un centinaio di illustrazioni per libri di storia scolastici. Infine, ho messo mano ai disegni di due fumetti on-line : “Finnwolf” e “Armadel”… e ora, eccomi a Zagor!


Come sei riuscito a immergerti nell’atmosfera zagoriana? Quali sono state le difficoltà nell’affrontare un personaggio con una così lunga storia editoriale alle spalle?

Alla prima domanda rispondo dicendo che Zagor è il primo fumetto “da grandi” che ho letto, all’età di nove anni! Inoltre, per uno nato e cresciuto tra i boschi delle valli del lago di Como, era facile immedesimarsi nello Spirito con la Scure, tentando (ahimè, con scarso risultato) di saltare da un albero all’altro proprio come lui… Tutto questo per dire che, da lettore, il personaggio lo conosco molto bene e da tanto tempo, quindi immergersi nell’atmosfera zagoriana non è stato un problema. Altro discorso è conoscere Zagor dal punto di vista del disegno. Dopo trecentosettantasei tavole, posso dire di avere un po’ più di confidenza con lui, ma la strada da fare è ancora molta e ho ancora tanto da imparare e migliorare. Per un esordiente, disegnare una storia lunga quattro albi e scritta da uno dei più apprezzati sceneggiatori italiani, Mauro Boselli, è un’esperienza entusiasmante, ma, allo stesso tempo, carica di responsabilità. Consapevole di questo, posso soltanto dire con certezza di avere dato il massimo, proprio per il rispetto che porto per il Signore di Darkwood, la sua straordinaria storia editoriale, i suoi autori, i suoi lettori, per l’opportunità che mi è stata data e, aggiungo, per un mio personale sogno che si è realizzato: disegnare Zagor!


Quali sono gli autori che ritieni abbiano avuto l’influenza maggiore sul tuo modo di disegnare?

La lista sarebbe lunga ma farò qualche nome su tutti: Alex Raymond (il suo genio narrativo era immenso), John Buscema, Hermann e Giraud sono una continua fonte d’ispirazione. Tra gli autorri italiani ammiro molto il lavoro di Milazzo, Giardino, Ticci e Diso: in ogni loro singola vignetta c’è qualcosa da imparare! Tra gli zagoriani è inutile dire che Gallieno Ferri è l’autore che più mi ha influenzato nel disegno: dinamismo e atmosfera in una miscela perfetta! Dopo Ferri, lo Zagor che più sento nelle mie corde è di Michele Pepe: un segno pulito, preciso, analitico nei dettagli e un protagonista statuario! Guardo molto anche il lavoro di Laurenti e Andreucci...e poi c’è Claudio Villa! Ho avuto la fortuna di conoscerlo e vederlo lavorare nel suo studio: lì mi ha fatto capire cosa significa essere un professionista. Uno che non si accontenta mai, che con una passione infinita cerca sempre la soluzione migliore per raccontare ogni vignetta, mettendosi al servizio del lettore. È un grande narratore che unisce ricchezza di particolari, potenza del chiaro/scuro, precisione nelle anatomie e tanto altro, senza mai perdere di vista la leggibilità del disegno. Non smetterò mai di ringraziarlo per il tempo che mi ha dedicato, per i consigli preziosi e la disponibilità che sempre mi ha dimostrato.


Il tuo esordio avviene con un’avventura lunga e complessa, sceneggiata da Boselli. Senza rovinarci alcuna sorpresa, dacci qualche anticipazione sul suo contenuto. Cosa devono aspettarsi i lettori di Zagor nei prossimi quattro mesi?

Proprio perché la storia è così lunga e intricata, voglio rimanere sul vago. Comunque, vi assicuro che mi sono divertito molto a disegnarla, dato che Boselli non si è risparmiato e ci ha messo davvero di tutto: inseguimenti, duelli, agguati, assalto alla diligenza, risse al saloon, belle donne, un cattivo davvero cattivo e tanti colpi di scena. Il tutto mentre Zagor e Cico aiutano il giovane David a far luce sul suo misterioso passato… Non posso dirvi altro, se non augurarvi buona lettura!