GENERAZIONI A CONFRONTO!
 

 
  
 






Si è svolta, dal 13 al 15 aprile 2007, la terza edizione di Full Comics, manifestazione fumettistica nata a Pavia e trasferitasi quest’anno in quel di Piacenza. La tre giorni emiliana ha proposto numerose iniziative rivolte a un ampio pubblico, mostrando le tante sfaccettature dell’universo dei comics e dintorni. I visitatori hanno potuto conoscere meglio il fenomeno “W.I.T.C.H.” oltre a incontrare autori legati alla creazione delle classiche storie di Paperopoli e Topolinia, avvicinarsi ai fumetti pubblicati da Shockdom esclusivamente attraverso i siti Internet, veder sfilare i colorati “cosplayers”, partecipare a incontri (uno di questi dedicato ai cinquecento numeri di Zagor) con numerosi professionisti del settore. Inoltre, era anche possibile visitare alcune mostre, tra le quali una personale di Lucia Arduini, disegnatrice di Brendon, e una dello zagoriano Paolo Bisi, ma anche assistere alla creazione in diretta di una storia a fumetti, a opera di Lorenzo Calza (sceneggiatore di Julia) e Giovanni Freghieri (matita di Dylan Dog). Lo stesso Freghieri compare nella foto (realizzata da Fabio Canesi) che pubblichiamo in questa pagina, in compagnia di Sergio Tarquinio, a testimoniare come manifestazioni quali Full Comics rappresentino sempre una buona occasione per vivere e respirare per qualche giorno l’atmosfera dei fumetti, spesso in compagnia di autentici maestri.
Questo incontro tra Freghieri e Tarquinio nelle sale del Palazzo Gotico di Piacenza ha, infatti, unito idealmente due generazioni di disegnatori. Tarquinio, nato a Cremona nel 1925, è uno dei nomi storici dei comics made in Italy, noto soprattutto per avere reinterpretato con il suo inconfondibile segno l’epopea della Frontiera americana. La sua carriera ha inizio nel 1945, disegnando proprio un western, “Luna d'argento”. Dopo aver collaborato con Rinaldo D'Ami alla realizzazione delle avventure di “Bleck e Gionni”, dal 1948 al 1952 si trasferisce in Argentina, dove lavora in compagina di futuri maestri della letteratura disegnata come Hugo Pratt, Mario Faustinelli, Alberto Ongaro e Ivo Pavone. Tornato in Italia, disegna per la Dardo, oltre che per "Il Vittorioso" e per le inglesi Fleetway e Amalgamated Press. Alla fine degli anni Cinquanta, ha inizio il suo rapporto con la Bonelli (che allora si chiamava Edizioni Audace), prestando le sue chine a “Il Giudice Bean”, su testi di Guido Nolitta, e “Giubba Rossa”, sceneggiato da G. L. Bonelli. Ma il segno di Tarquinio è ricordato con affetto dai lettori bonelliani soprattutto per le avventure illustrate con un segno ormai maturo per la “Storia del West” di Gino D’Antonio e, successivamente, alla fine degli anni Settanta, per il “Ken Parker” di Giancarlo Berardi. In seguito, ha collaborato a "Il Giornalino" delle Edizioni San Paolo, e oggi si occupa di pittura e grafica.
Giovanni Freghieri nasce nel 1950, proprio a Piacenza tra l’altro, e già da adolescente comincia a farsi le ossa presso lo Studio di Giancarlo Tenenti, inaugurando una lunga collaborazione con la casa editrice Universo e pubblicando sull’“Intrepido" e "Il Monello". Passa quindi alla Eura, pubblicando su "Lanciostory" e "Skorpio". Verso la metà degli anni Ottanta, entra nella “scuderia” bonelliana: esordisce su “Bella & Bronco”, poi passa a Martin Mystère e quindi si trasforma in una delle colonne dello staff di Dylan Dog, testata alla quale si dedica tutt’oggi.
Lo scatto che vi mostriamo, dunque, immortala due artisti che, pur con stili ed esperienze differenti, hanno dimostrato di conoscere il segreto di come materializzare i sogni di carta di tantissimi lettori.