LADRI SÌ, MA GENTILUOMINI
 
 

 

 


                   

Simpatici sbruffoni, abilissimi nei furti con destrezza, ladri gentiluomini dal cuore d'oro e dall'integerrimo codice personale, gli Aristocratici sono fra i personaggi più fortunati della storia del fumetto italiano. Ideati e sceneggiati dal "papà" di Martin Mystère Alfredo Castelli, per i disegni di Ferdinando Tacconi, gli Aristocratici sono nati ufficialmente sul "Corriere dei Ragazzi" nel febbraio 1973 e hanno proseguito nel tempo le loro avventure su "Il Giornalino" e in varie pubblicazioni si successo francesi e tedesche, ma anche argentine, finlandesi, olandesi, greche. La Casa editrice Il Penny ci propone oggi un elegante volume cartonato ("Gli Aristocratici – 1973 - 2003: Sei lustri al servizio di Sua Maestà"), in cui scopriamo i retroscena della nascita e degli sviluppi di questa serie e che ci permette di leggere, anche e soprattutto, tre storie – una delle quali realizzate appositamente per l'occasione – di questa buffa famiglia di canaglie. Come racconta Alfredo Castelli, "sono trascorsi ormai sei lustri da quando gli Aristocratici misero a segno il loro primo colpo nel 'Corriere dei Ragazzi' n. 7/8 del 1973. Da quel momento la loro carriera è continuata ininterrottamente, e anche nel 2003 i Bravi Cittadini Londinesi (che Dio salvi i Bravi Cittadini Londinesi) parlano con rispetto e ammirazione dell'inafferabile Conte, della bellissima Jean, del formidabile scassinatore Alvaro, del fortissimo Moose e del geniale Fritz. Già, perchè i Bravi Cittadini Londinesi non hanno nulla da temere dagli ineffabili ladri in guanti gialli: come Robin Hood, essi colpiscono solo chi, a sua volta, ha agito disonestamente contro il suo prossimo, magari in (im)perfetta legalità, per poi rimborsare le vittime trattenendo solo un'equa percentuale del dieci per cento sul bottino (al netto delle spese). A questo punto, neppure il coraggioso ispettore Allen di Scotland Yard si accanisce troppo contro quelli che considera i suoi migliori nemici: infatti, sa bene che, come ama ripetere il Conte, 'esistono onesti ladri e ladri onesti'!".
  

  In alto e qui a fianco:
alcune edizioni straniere
de "Gli Aristocratici".