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DINAMICAMENTE PIFFARERIO! |
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In alto: il vigile urbano protagonista delle serie a
disegni animati "Concilia".
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"Il dinamismo è una
chiave di lettura doppia per l'apporto dato da Paolo Piffarerio al fumetto
popolare. Dinamismo come attivismo e operatività: fin dagli esordi, il
disegnatore si distingue come lavoratore prolifico e professionale,
affidabile tanto da conquistarsi la stima dei più grandi editori italiani,
da Tea Bonelli ai fratelli Torelli, fino alla lunga collaborazione con
Luciano Secchi. Dinamismo come rapidità e velocità: il ritmo diviene una
delle caratteristiche peculiari delle sue tavole; dai tempi da 'slapstick
comedy' di 'Ridolini' alle scattanti movenze di 'Meazza', dalle rarefatte
atmosfere di 'Maschera Nera' a quelle scoppiettanti di 'Alan Ford'. E questa
peculiarità viene poi riportata nella maestria con cui Piffarerio detta i
tempi dell'animazione televisiva e cinematografica.". Così Davide Barzi
introduce ai visitatori la mostra che ha curato per il Museo Italiano del
Fumetto di Lucca, oggetto della quale è, per l'appunto, la lunga, prolifica
carriera di uno dei maestri dei comics di casa nostra: Paolo Piffarerio.
Milanese del 1924, diplomato all'Accademia di Brera, esordisce nel 1943, con
"Capitan Falco"; nel 1946, illustra "Il ritorno del cow boy" e "La Venere
indiana" per l'Audace di Tea Bonelli, cui segue, nel 1947, la saga sul mago
"Ipnos", sceneggiata dal futuro creatore di Tex, Gianluigi Bonelli.
Abilissimo a passare da un genere all'altro, disegna poi, per Torelli, le
gesta calcistiche di Giuseppe Meazza e le trasposizioni su carta delle
comiche di Larry Semon, meglio noto come Ridolini. Nel 1960, inizia una
importante collaborazione con l'Editoriale Corno, culminata, nel 1973, con
la sontuosa ricostruzione storica di "Fouché, un uomo nella rivoluzione",
sceneggiato da Luciano Secchi. All'attività di cartoonist - concentrata oggi
sopratutto sulla riduzione a fumetti di classici della letteratura, per il
settimanale "Il Giornalino" - Piffarerio ha alternato l'impegno nel mondo
dell'animazione e del cinema. A contraddistinguere, attraverso il tempo, il
suo inconfondibile segno grafico, sono almeno tre elementi: il sense of
humor, l'accuratezza nella ricostruzione di ambienti e costumi, un innato
senso dell'eleganza. Oltre a quell'inesausto dinamismo, stilistico e
personale, cui accennava, giustamente, il critico Davide Barzi.
Per informazioni sulla mostra e sugli orari di apertura del Museo Italiano
del Fumetto: tel.0583-462200, fax 0583-91204, sito Internet:
www.museoitalianodelfumetto.com
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