BEPI VIGNA: "SULLA ROTTA DEI RIBELLI DI MARTE".
   Cronache da un futuro ormai lontano, di Bepi Vigna  
 
 






L'uscita del decimo albo gigante di Nathan Never, intitolato “I ribelli di Marte”, ci è sembrata un’ottima occasione per porre alcune domande a Bepi Vigna , uno dei tre “padri” dell'Agente Speciale Alfa, nonché autore della sceneggiatura di questo attesissimo “Nathanneverone”. Vigna ci racconta come è nata questa corposa avventura dalle atmosfere futuribili, in edicola dal 24 febbraio 2006, di cui lo stesso Vigna ha scritto la prefazione (che potete leggere clickando in alto).

Il Gigante di Nathan Never porta, per la prima volta nella decennale storia di questa collana di grande formato, la tua firma come sceneggiatore. La trama si riallaccia ad alcuni episodi da te scritti che raccontavano il remoto passato di Nathan. Ci puoi dare qualche dritta per orientarci in questo nuovo "viaggio nel tempo", proiettati, stavolta, verso un distante futuro?

La storia del Gigante è ambientata in un periodo successivo a quello in cui si svolgono le imprese di Nathan Never presentate nella serie mensile. Dal punto di vista cronologico, si colloca prima del breve ciclo di avventure apparse sugli Almanacchi della Fantascienza 1994, 1995, 1996, 1997 e 1998. In quegli episodi, infatti, compariva un Nathan ormai vecchio, che raccontava fatti della sua giovinezza o vicende legate alla sua famiglia. In alcune vignette, si poteva notare che l'ormai anziano ex Agente Alfa si trovava a bordo di un'astronave e che con lui vi erano sua figlia Ann e un altro ragazzo non meglio identificato. I piccoli "misteri" di questa situazione sono svelati proprio in questo Gigante, che costituisce l'antefatto di tali storie. Una maniera per rilanciare il gioco tra passato, presente e futuro, che costituisce una costante nella nostra serie, ma anche l'occasione per parlare, all'interno di una vicenda fantascientifica comunque assai dinamica, di ideali e sentimenti che uniscono gli uomini e che costituiscono la loro vera forza.

Come ti sei trovato a scrivere un'avventura così corposa e ricca di personaggi?

Mi trovo particolarmente bene nello scrivere avventure di ampio respiro. Oltre che in due storie di Asteroide Argo (a proposito: la terza la sta terminando di disegnare proprio in questi giorni la brava Elena Pianta) mi era già capitato di cimentarmi con trame lunghe anche in due numeri di Agenzia Alfa. Quando si lavora su un gran numero di tavole, si può approfondire meglio la psicologia dei personaggi, curare certe sfumature che nelle avventure più brevi spesso si devono sacrificare. Anche i racconti corali mi piacciono molto, anche se risultano ancor più impegnativi da sceneggiare. Avere più personaggi consente di creare quei conflitti e quelle tensioni che, di solito, sono alla base della riuscita di una trama.

Nel definire il futuro raccontato in questo Nathanneverone, tu e Germano Bonazzi (l'autore dei disegni de "I ribelli di Marte" e di tutte le illustrazioni di questa pagina) avete attinto a qualche particolare fonte d'ispirazione?

Non c'è un film o un libro particolare a cui ci siamo ispirati. L'idea iniziale era quella di raccontare una rivoluzione contro un regime tirannico instauratosi sul Pianeta Rosso. Ci piaceva immaginare l'evoluzione, anche politica, del sistema solare, per tentare di descrivere certe dinamiche del potere che sono frequenti nella storia dell'umanità.