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Dal 2 marzo 2006, giunge in edicola "Là dove scorre il fiume",
un'avventura di Zagor che vede l'esordio sulle pagine dello Spirito con la
Scure di Marcello Mangiantini (ne trovate una tavola in basso a sinistra). Come potete leggere nella sua sintetica
biografia pubblicata sul nostro sito, il giovane disegnatore pistoiese
(lo vedete nell'autoritratto qui a sinistra) ha
avuto in passato diverse esperienze lavorative che l'hanno portato a
cimentarsi sia con il fumetto umoristico che con quello a tema storico.
Questi ultimi lavori hanno esaltato l'efficacia del suo morbido segno
classico e hanno fatto sì che approdasse alla Sergio Bonelli Editore.
Dandogli il benvenuto, ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda
che ci permetta di conoscerlo meglio.
Sei approdato a Zagor dopo numerose
esperienze nel campo del disegno e dei fumetti, non tutte di stampo
avventuroso-realistico. Come ti sei trovato alle prese con lo Spirito con
la Scure? Quali sono state le difficoltà di affrontare un personaggio
"storico" come quello del Signore di Darkwood?
Zagor è un personaggio dinamico e atletico, che si muove in ambienti e
situazioni molto diverse. Si passa dalle foreste, agli oceani alle paludi
e non c’è mai modo di annoiarsi. Sono anche appassionato alla storia degli
indiani d’America e dell’epopea western in generale, per cui trovo
l’ambientazione di Zagor molto congeniale. La difficoltà principale è
stata rimanere fedele alla fisionomia originale del personaggio,
conservando lo stile e il carattere grafico che mi sono costruito negli
anni con le precedenti esperienze di disegnatore.
Quali sono le
influenze maggiori sul tuo lavoro? Quali sono gli autori già affermati a
cui vorresti "rubare" i segreti del mestiere per affinare ulteriormente il
tuo stile?
Fra le mie fonti di ispirazione ricordo il cinema,
in particolare quello storico, la pittura classica, la letteratura e,
comunque, tutto ciò che suscita le suggestioni che poi provo a riversare
nelle mie vignette. Credo che, in generale, ci sia da imparare qualcosa da
tutti e così ho fatto negli anni della mia formazione. Apprezzo
l’efficacia e il dinamismo di Gallieno Ferri e di Giovanni Ticci, la
maestria di Claudio Villa o di Moebius, la versatilità di Magnus, ma anche
l’abilità di ricostruire ambientazioni o valorizzare i dettagli di Fabio
Civitelli, di Maurizio Dotti e di Majo.
Nonostante "Là dove scorre il fiume", pubblicata in questo mese di marzo,
costituisca il tuo esordio sulle pagine di Zagor, sappiamo che sei già
molto avanti con la lavorazione di un'altra avventura…
La
storia porta il titolo di lavorazione “La maledizione della strega” ed è
scritta da Moreno Burattini, con il quale ho finalmente il piacere di
collaborare. Oltre a essere corregionali, Moreno mi ha seguito negli anni
della “gavetta”. Sapendo che mi ero già misurato con ambientazioni
storiche, ha voluto affidarmi questa avventura che parte agli inizi del
Settecento con un predicatore, una strega e una lunga, inquietante catena
di strane morti. Professionalmente la ritengo una bella sfida, perché c’è
da rendere credibile l’atmosfera cupa e orrorifica intorno a una piccola e
impaurita città del Massachusetts. La storia (ne vedete una tavola in
anteprima in basso a destra) verrà pubblicata nello Speciale Zagor del
2007.

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