UNA MATITA SEMPRE IN FUGA!

Una questione di fortuna, di Mino Milani La giostra della memoria, intervista di Luca Crovi

  Da quarant'anni a questa parte, chiunque ami e divori la buona carta stampata si è sicuramente imbattuto, prima o poi, in un disegno di Aldo Di Gennaro. E anche se magari non conosce, o non ricorda, il suo nome, non c'è lettore che non abbia visto - ora su un giornale a fumetti, ora sulla copertina di un libro, ora su una rivista, ora su un quotidiano - qualcuno dei mille piccoli gioielli iconografici che Di Gennaro ha realizzato, e continua a realizzare, con la stessa naturalezza, con la stessa istintività di sempre.
Milanese del 1938, Di Gennaro frequenta l'Accademia di Brera e, nel 1957, debutta come matitista presso uno studio di produzioni editoriali. La sua crescita professionale avviene però sulle pagine del "Corriere dei Piccoli" e poi del "Corriere dei Ragazzi", dove dà vita a fumetti di eccezionale impatto, quali "Il Piccolo Cow-Boy" (su testi di Mario Faustinelli), "Fortebraccio" e "Il Maestro" (sceneggiati da Mino Milani), e a molti racconti autoconclusivi, fra i quali meritano una citazione almeno "La Belva del Gevaudan" e "Il bandito Giuliano". È sempre per l'indimenticabile settimanale del Gruppo Corsera che realizza centinaia di illustrazioni a tempera, legate a racconti e romanzi a puntate: fra gli altri, "Il Treno del Sole" di Renee Reggiani, "Il regno sul fiume" di Enzo Demattè, e, soprattutto, i due romanzi-capolavoro di Mino Milani, dedicati allle imprese del giovane soldato di ventura Efrem. Abbandonate le nuvole parlanti, realizza copertine per la Rizzoli Libri e illustrazioni per il Club degli Editori, per il supplemento del "Corriere della sera" denominato "Corriere Salute", per il mensile medico della Rcs "Salve" e per la "Collana Almanacchi" della Sergio Bonelli Editore.
Un artista che, come lui, ha saputo cavalcare per quarant'anni attraverso tutti i generi narrativi, e attraverso i più diversi veicoli editoriali, senza mai perdere la sua misura e la sua eleganza, non ha bisogno di essere inquadrato in categorie precise. Ma di sicuro, "Aldo Di Gennaro - Linee di fuga", il volume (a cura di Gianni Brunoro, Luca Crovi, Graziano Frediani e Antonio Vianovi, con interventi di Alfredo Castelli e Mino Milani) che la Casa editrice Glamour gli ha dedicato, nella prestigiosa, illustratissima collana "Profili", permette finalmente di ripercorre i mille, multiformi sentieri che Di Gennaro ha percorso (e continua a percorrere). Dopo aver cavalcato per anni al fianco di un narratore come Mino Milani, Di Gennaro non punta a realizzare immagini belle e pretenziosamente artistiche, e dunque gratuite, fini a se stesse. Si impegna invece a ricreare, ogni volta che impugna matita e pennelli, non figure, ma personaggi, anzi persone: vive, pulsanti, cariche di emozioni.
Per conoscerlo meglio, dal volume appena citato vi offriamo qui un estratto dalla lunga-intervista firmata da Luca Crovi e il testo con cui Milani ha voluto ricordare gli anni che lo videro lavorare fianco a fianco con Di Gennaro, nella redazione del "Corrierino".