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Il confronto fra gli indigeni e gli
invasori dalla pelle bianca cambiò letteralmente il volto e la storia del
continente americano, arrivando a trasformarsi in uno “scontro di civiltà”.
Fu una guerra vera e propria, insomma, combattuta – solo teoricamente,
beninteso – ad armi pari, visto che, con il passare del tempo, anche gli
indiani impararono a usare pistole e fucili, oltre ai consueti archi, frecce
e tomahawk. Fondamentale, per il loro approvvigionamento, fu la presenza dei
mercanti d’armi, loschi “visi pallidi” che trafficavano con i “musi rossi”
fornendo loro materiale di contrabbando (talvolta difettoso), chiedendo come
ricompensa preziose pepite d’oro e contribuendo così a gettare “benzina sul
fuoco” di un drammatico conflitto razziale, che i nativi non avevano, in
realtà, alcuna speranza di vincere.
Nell’avventura pubblicata sull’Almanacco del West 2005 (e che vede
all’opera, per i testi Claudio Nizzi, per i disegni Rossano Rossi & Fabio
Civitelli), a dare filo da torcere a Tex è proprio una pericolosa congrega
di mercanti, simile a quella che il Ranger già aveva dovuto contrastare in
“Trafficanti di armi”, un classico episodio di Bonelli & Letteri. Un tema tipico della narrativa e della
cinematografia western (un film per tutti: “L’uomo di Laramie”, di Anthony
Mann, del 1955), ma affrontato con efficacia anche da tanti altri autori “di
genere”. Basti pensare che persino in un kolossal fantascientifico diretto
nel 1997 da Luc Besson, “Il quinto elemento”, il Cattivo di turno, cui dava
il volto Gary Oldman, vende armi super-tecnologiche
alle più bellicose razze aliene. Del resto, la legge del profitto non
conosce frontiere!


Qui sopra: Tex trova un deposito di
alcool e fucili destinati agli indiani (disegno di Guglielmo Letteri). In alto: Gary Oldman è il losco
trafficante di armi Zorg nel film di Luc Besson "Il Quinto Elemento". A
destra: tre vignette dalla storia "Il fuggitivo", realizzata da Rossano Rossi
e Fabio Civitelli per l'Almanacco del West 2005.
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