ADDIO, WILL!
Eisner, oltre Spirit,   di Sergio Bonelli

   

Per chi mastica fumetto dal mattino alla sera, il nome di Will Eisner è importante quanto può esserlo, per gli appassionati di cinema, il nome di Federico Fellini. L'autore di “Spirit” e di importanti graphic novels come “Contratto con Dio”, “Verso la tempesta”, “Affari di famiglia”, “L’ultimo cavaliere”, “Dropsie Avenue”, “Il palazzo”, “Racconti di guerra” e “Gente invisibile” ci ha purtroppo lasciato il 3 gennaio scorso, e la sua scomparsa può essere la prova decisiva che Madama Morte è una sporca invidiosa che vuole avere con sé chiunque faccia qualcosa per rendere la nostra esistenza meno schifosa.
Autore completo, studioso e sperimentatore del fumetto, o “arte sequenziale” come amava chiamarlo, Eisner è il padre spirituale di artisti come Alan Moore, Frank Miller e molti altri. Già negli anni Quaranta, nelle storie del criminologo Denny Colt, ritornato dall'Aldilà per combattere il crimine nelle vesti di giustiziere mascherato, aveva rubato al cinema i trucchi del montaggio che rendevano ogni sua storia un piccolo film stampato su carta (il sonoro e il movimento ce lo mettevano spontaneamente i lettori). Inutile aggiungere che il mondo delle nuvole parlanti ha subìto una grande perdita con la sua scomparsa. Ora ci piace immaginare che sia stato accolto con tutti gli onori nel Paradiso dei fumettari e che sia già al lavoro, insieme agli altri illustri scomparsi, per creare nuove avventure riservate ai lettori di lassù.
Vi offriamo qui la possibilità di leggere in anteprima il testo che Sergio Bonelli ha scritto in proposito, per una delle sue rubriche di corrispondenza con i lettori.