MILLE ZOMBIE IN AGGUATO
 

 







            

Sono morti, ma questo non impedisce loro di tornare fra i vivi. Chi ha visto, per esempio, nei mesi scorsi, “L'alba dei morti viventi” (fortunato remake, diretto dall’esordiente Zack Snyder, di una celeberrima pellicola di George A. Romero uscita nel 1979) sa benissimo che niente – tantomeno la morte – può fermare la furia degli zombi. Come scrive il nostro Maurizio Colombo in una recensione che leggerete per intero sull’Almanacco della Paura 2005, in edicola a fine marzo, in questo caso, “la furbizia dello sceneggiatore James Gunn è stata di non raccontare vicende già viste nel precedente film di Romero, ma di offrire una visione parallela dello stesso tema, fissando la macchina da presa su altri sopravissuti del giorno più terribile che l'umanità abbia mai visto (non per niente, si vede, in una sequenza iniziale, l'elicottero usato dai fuggitivi della pellicola originale per fuggire, che viene inquadrato per un momento, per poi uscire di campo). Anche qui, come nel capostipite, un gruppo di varia umanità cerca scampo dalle legioni di morti viventi – la cui piaga, senza spiegazioni possibili sulla sua origine, si estende a macchia d'olio da una nazione all’altra – e trova rifugio in un centro commerciale. La vicenda, a differenza di quanto accadeva nel pamphlet horror-politico romeriano, non si svolge interamente racchiusa tra le quattro mura del Paradiso del consumismo americano, ma prosegue anche fuori, arrivando a un finale apocalittico in mare aperto, alternato allo scorrere dei titoli di coda, in cui si cita anche ‘Zombi 2’ di Lucio Fulci”.
Anche nei fumetti bonelliani, gli zombi sono di casa: li hanno combattuti Tex, Zagor, Mister No, Martin Mystère, Dampyr, e, naturalmente, l’Indagatore dell’Incubo, Dylan Dog, che, proprio sul recente n. 222, ha dovuto sudare sette camicie per fermare una orribile “epidemia” di ritorni dall’Aldilà che ha il suo epicentro a Lowhill, una tranquilla cittadina di provincia, dove i morti escono dalle tombe e vagano per le strade che percorrevano da vivi! Lo stesso Dylan Dog, in un albo di Napoleone intitolato “Le spoglie del guerriero”, ha unito le sue forze a quelle del detective-entomologo per affrontare l’avanzata di un esercito di cattivissimi zombi, risvegliatisi da un sonno secolare, nel bel mezzo della campagna inglese.




In questa pagina: le copertine delle storie di alcuni eroi bonelliani che hanno avuto a che fare con il mondo degli zombi, e il manifesto ufficiale del film "L'alba dei morti viventi".