CUOR DI RIBELLE
 

 





Nei travolgenti anni in cui si consumò la Conquista del West, i "nuovi arrivati" dalla pelle bianca non badarono a spese per sconfiggere, decimare o, comunque, umiliare l'orgoglioso popolo rosso, colpevole di occupare "abusivamente" un mondo che essi credevano spettasse loro di diritto. Così, gli indiani che non erano stati sterminati dall'esercito statunitense in una delle numerose spedizioni punitive, o che non erano stati trasformati in relitti umani, grazie ai "regali" portati loro dagli invasori (primi fra tutti, l'alcol e le malattie epidemiche), venivano esiliati in riserve insalubri e sterili, dove finivano per morire come mosche. Ai più indomiti non restava che ribellarsi, anche se sapevano di andare incontro a una sicura sconfitta. Nel 1973, un grande regista americano, Robert Aldrich - che già, nei primi anni Cinquanta, aveva affrontato il tema del genocidio indiano in una pellicola sincera ed emozionante intitolata "L'ultimo apache" - firmò il suo capolavoro western: "Nessuna pietà per Ulzana". In questo film, il vecchio scout McIntosh (lo interpreta Burt Lancaster, che vedete qui accanto) si trova alla testa di una spedizione militare comandata da un acerbo tenente fresco di accademia, cui è stato affidato l'incarico di catturare il capo Ulzana, che ha il volto dell'attore Joaquin Martinez. Fuggito dalla riserva insieme a un manipolo di Apaches, il feroce Ulzana è intenzionato a vendere cara la pelle, dando vita a una guerriglia sanguinosa ed estenuante. Nell'avventura di Tex pubblicata sull'Almanacco del West 2006, in edicola da fine gennaio, i guerrieri ribelli sono guidati da una pittoresca quanto drammatica figura, Jorobado, anche lui, al pari di Ulzana, deciso a vendicarsi dei suoi nemici, costi quel che costi... Da questa storia (titolo: "Mescalero Station"), sceneggiata da Claudio Nizzi e illustrata dal maestro del fumetto spagnolo José Ortiz, vi proponiamo qui sotto una drammatica sequenza.