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CARLO RECAGNO PROSEGUE LA SAGA NORDICA! |
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Nel dicembre 2006, è uscito nelle edicole il n. 288 di Martin Mystère, scritto da Carlo Recagno e disegnato dagli Esposito Bros. Un albo particolare, questo “Grendel!”, perché legato alla Saga Nordica inaugurata dallo stesso Recagno nel settembre 2000 con la storia “L’isola di ghiaccio e fuoco”, pubblicata nel sesto albo gigante, e proseguita, nel 2002, con sui numeri 244, 245 e 246 della collana regolare, intitolati rispettivamente “La vendetta di Loki”, “L’ira del cielo” e “La città degli angeli”. Una sequenza di avventure particolarmente cara ai lettori del BVZM anche per la presenza di personaggi come Loki e la Fata Morgana. Due esseri apparentemente distanti, ma accomunati dall’ossessione di possedere ciò che, da lungo tempo, sfugge loro: l’amore di Brynhild – regina delle Valchirie - per l’uno, il potere delle Sette Spade – ricavate all’alba dei tempi dalla spada primordiale donata dagli dèi agli uomini - per l’altra. Non c’era, dunque, un’occasione migliore per scambiare quattro chiacchiere con l’autore, e porgli alcune domande.
![]() Perché una Saga sui miti Nordici? Quando e come l’universo asgardiano - ma non soltanto – ti ha conquistato, spingendoti a ideare queste a serie di storie? Probabilmente tutto è cominciato quando, da ragazzino, leggevo il “Thor” di Stan Lee e Jack Kirby. Ma, anche a scuola, la mitologia nordica mi ha sempre interessato più di quella classica; mi è rimasto impresso il “Nibelungenlied” (La Canzone dei Nibelungi), studiato alle medie, che poi ho riscoperto e letto con più attenzione da adulto. La narrativa epica e i personaggi leggendari sono sempre stati uno dei filoni di Martin Mystère; Alfredo Castelli aveva già scritto storie che avevano trattato re Artù e il paladino Orlando. Dei grandi eroi restava soltanto Sigfrido, e quindi ho pensato di usarlo io ne “L’isola di ghiaccio e di fuoco”. Quanto è stata importante la documentazione e dove l’immaginazione dell’autore, per ragioni di trama e di avventura, ha preso il sopravvento sull’attinenza storica? La documentazione, in Martin Mystère, è sempre fondamentale. Negli albi mostriamo spesso luoghi veri, avvenimenti storici e personaggi realmente esistiti; e abbiamo uno “zoccolo duro” di lettori particolarmente attenti, che si accorgono anche del più piccolo errore e ce lo fanno notare subito. Anche le storie di questo ciclo, in cui l’elemento preponderante è quello fantastico, hanno comunque una base solidamente documentata. In “Grendel!”, Martin visita un luogo della Danimarca che esiste realmente (sul quale ho raccolto tutte le immagini disponibili, che poi ho inviato agli Esposito), e incontra – a modo suo – un personaggio leggendario (Beowulf) che ha una sua vicenda molto precisa, alla quale ho cercato di attenermi il più possibile. L’immaginazione dell’autore scorrazza libera, invece, nelle parti puramente mitologiche. Dei miti esistono sempre più versioni, simili tra loro in alcuni punti e diverse invece in altri; io ho cercato di aggiungere una mia “variazione sul tema”. Nel ciclo di leggende relative a Sigfrido, Loki, in realtà, compare in maniera marginale; io ho aggiunto una serie di retroscena, inventati di sana pianta, ma credo coerenti con il carattere del personaggio. ![]() Le avventure narrate in questo ciclo sono spesso anche un modo per immergersi nei ricordi di Martin e di Orloff, mostrando significativi scorci del loro passato. Qual è, se esiste, il comune denominatore tra la Saga e il passato dei due amici-nemici? Beh, anche il passato di Martin e Orloff, in fondo, è – fatte le dovute proporzioni – “leggendario”; come per tutti gli eroi bonelliani, ci sono sempre delle zone d’ombra sulle quali è possibile tornare, ogni tanto, e svelare qualcosa. Prima o poi, vorrei scrivere una storia sui primi mesi di attività di Martin come Detective dell’Impossibile, coprendo il lasso di tempo tra la rottura dell’amicizia con Orloff e l’incontro con Java. E, parlando appunto di Orloff, è sempre stato un personaggio con un qualcosa di “epico”, sin da quando portava una maschera e aveva l’arma a raggi innestata nel braccio. Ci sono ancora molte cose da scoprire su di lui; anzi, direi che abbiamo appena grattato la superficie. Loki e Morgana. Due personaggi accomunati, come detto, dalle proprie ossessioni, che li hanno condotti a unire le forze già due volte per poter raggiunge i reciproci fini. È previsto un terzo incontro tra loro o le due “cerche” proseguiranno in futuro su binari separati? È già in lavorazione un nuovo albo che prosegue la vicenda di Loki e di Brynhild, ma Morgana non vi compare. La ricerca delle “sette spade” continuerà più avanti, in un’altra storia, nella quale viceversa sarà Loki a essere assente. I due, anche se è divertente farli muovere assieme, non sono sposati, e hanno progetti molto diversi. Per ora, si separano, ma non è detto che non uniranno di nuovo le forze in futuro.
Mentre scrivevi “Grendel!” hai messo in cantiere anche un ideale nuovo capitolo della Saga Nordica o per ora le idee – perdonaci la battuta – sono “congelate” in attesa che il tempo le conduca a schiudersi e sbocciare naturalmente?
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