| DIETRO GLI OCCHI DELL'ASSASSINO |
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Quando un'indagine si conclude
nell'aula di un tribunale, l'appassionato spettatore non può non pensare a
classici del cinema - i cosiddetti "courtroom mysteries", ovvero i gialli
d'ambientazione giudiziaria - come "Testimone d'accusa", un inquietante
capolavoro, tratto dal racconto omonimo di Agatha Christie e diretto nel
1957 dal grande Billy Wilder. Per i lettori e gli spettatori televisivi il
riferimento più immediato è, invece, la figura di Perry Mason, "l'Avvocato
del Diavolo", come lo chiamano i suoi numerosi nemici, creato nel 1933 dallo
scrittore Erle Stanley Gardner, che ne raccontò le gesta in un'ottantina di
vendutissimi libri, ed efficacemente interpretato sul piccolo schermo dal
massiccio Raymond Burr. Anche il racconto di Julia, illustrato da Laura
Zuccheri, che trovate sull'Almanacco del Giallo 2005 finisce con un
drammatico faccia-a-faccia nell'aula di un tribunale... Ma "Il mio primo
caso" - come si può intuire sin dal titolo - è molto di più, anzi qualcosa
di profondamente diverso da un comune " courtroom mystery" perché quello che
Giancarlo Berardi (con la collaborazione di Maurizio Mantero) ha voluto
raccontare, spulciando fra le pagine del diario di Julia, è come e perché la
sua eroina, da giovane studentessa universitaria con un notevole talento per
la musica, abbia deciso di intraprendere la strada che l'avrebbe portata a
confrontarsi con il lato più tenebroso dell'animo umano, seguendo una sua
particolare convinzione: per la polizia, un assassino è sempre e soltanto un
colpevole. Al criminologo, invece, interessa anche sapere quanto, a sua
volta, l'assassino è stato una vittima. La violenza è sempre frutto di altra
violenza... |