UN OSCAR DA PAURA!
 

   

Dylan Dog torna sugli scaffali delle librerie grazie all'annuale Oscar "Best Seller" e con lui torna il brivido di paura che accompagna la lettura di questi ricchi volumi. Intitolata "La scogliera degli spettri" e pubblicata da Mondadori, questa uscita è composta da quasi 500 pagine e raccoglie cinque classici episodi dell'Indagatore dell'Incubo. Il menù è aperto da "La scogliera degli spettri", il racconto che dà il titolo all'intero tomo, a opera della cosiddetta "Banda dei Sardi".  Il trio di padri di Nathan Never, prima di mettere la testa nel tecnologico futuro, nel 1989 sceneggiava una storia di fantasmi di grande atmosfera, impreziosita dalle morbide chine di Carlo Ambrosini. La seconda portata di questa scorpacciata di perle "dylaniate" è costituita da uno Sclavi d'annata, accompagnato dai disegni di Luca Dell'Uomo, al timone del numero 5 di Dylan Dog, lo sconvolgente "Gli uccisori"; un'avventura che, tra le altre cose, vedeva l'entrata in scena di un personaggio ancora oggi molto amato dai fan di Dylan: H.G. Wells! Il terzo piatto è servito dalla penna di Luigi Mignacco e dagli inchiostri di Luigi Piccatto. "Il sogno della tigre" è una vicenda che, come lascia presagire il titolo, oltrepassa più volte la soglia del mondo onirico, con Dylan alle prese con una catena di morti violente e inspiegabili, omicidi commessi, a quanto pare, da un grosso felino. Un serial killer dall'animo spietato e in grado di architettare le morti più truculente è l'inafferrabile protagonista di una storia largamente macchiata di rosso, non a caso intitolata " Scritto con il sangue". Gli ideatori di questa inquietante serie di delitti sono Claudio Chiaverotti e il solido duo costituito da Montanari & Grassani. Il dessert di questa scorpacciata è presentato ancora dal "papà" di Brendon, la cui fantasia ci porta sulle rive del fiume che attraversa Londra. Lì facciamo la conoscenza di un simpatico buontempone il cui passatempo preferito è costituito dall'uccidere a ripetizione, con l'ausilio di un gancio da macellaio, mentre canticchia il motivetto tradizionale "London bridge is falling down"! Le nebbiose atmosfere de "Il mistero del Tamigi" sono rese magnificamente da Corrado Roi.