CALDO AFRICANO PER DAMPYR!
  

 












Con l’albo dal titolo “La sovrana dei regni neri”, in edicola a partire dalla prima settimana di Luglio, prende il via un vero e proprio evento dampyriano. Una storia tripla, scritta da Mauro Boselli e disegnata da Stefano Andreucci, ambientata in territorio sudanese, uno dei più tormentati del continente africano. L’avventura coniugherà horror e azione ma, come nella migliore tradizione dei racconti di Dampyr, non disdegnerà di gettare uno sguardo sulla dura realtà storica e sociale del Paese. Ce ne parla Mauro Boselli, ideatore di questa trilogia.



Perché proprio il Sudan per ambientare questa storia? È una scelta legata all’attualità e alle drammatiche notizie che giungono da quella regione?

Fin dal suo esordio Dampyr ha sempre affrontato tematiche attuali e situazioni drammatiche (ricordo, ad esempio, l’ambientazione nei devastati territori della ex-Jugoslavia dei primi numeri). Il conflitto in atto in Sudan non sarà al centro della nostra avventura, ma faremo una puntata anche nel tormentatissimo Darfur, dove incontreremo gli eroici membri del Medical Team. Il fulcro della trilogia, ovviamente, sarà fantastico e la vicenda ruoterà attorno a misteriosi e terribili ritrovamenti archeologici legati alle piramidi dell’antico regno di Nubia. L’archeologo Matthew Shady, vecchia conoscenza del nostro trio di eroi, ritroverà, inciso su una tavoletta kushita, il nome di una creatura millenaria, formidabile nemico di Dampyr!...

Possiamo rivelare di chi si tratti?

Mmm… i lettori più attenti potrebbero intuirlo (ricordiamoci che l’avventura si svolge in Africa e che Harlan è già passato da quelle parti…). Ad ogni modo, già nel primo dei tre episodi conosceremo la sua identità.

.

Quali sono gli altri elementi storici di questa saga africana?

Verrrà ricostituita la leggendaria pattuglia del deserto dello Zerzura Club, un’associazione di esploratori che nella prima metà del secolo scorso cercarono nel deserto del Sahara l’oasi perduta di Zerzura, un luogo che, secondo le leggende arabe, sarebbe popolato da guerrieri demoniaci!

C’è qualche particolare motivo per cui hai scelto proprio Andreucci come disegnatore di questa avventura?

Io e lui, in passato, abbiamo lavorato a una lunga storia africana di Zagor (pubblicata, sette anni fa, nei numeri 420, 421 e 422 della collana). Era un’avventura heroic-fantasy, sulle orme di quelle raccontate da scrittori come Robert E. Howard e Henry Rider Haggard, nella quale utilizzammo il repertorio fantastico legato all’antico regno di Kush. Dalla lavorazione di quel racconto zagoriano ci era avanzata un po’ di documentazione!… A parte gli scherzi, non si tratta certo di un remake e le due storie sono totalmente differenti.


La saga dampyriana vede spesso il ritorno in scena di personaggi conosciuti e amati dai lettori. Che cosa ci aspetta, nei prossimi mesi?   

Tra i personaggi ricorrenti che stanno per ricomparire vi segnalo una delle “fidanzate” storiche di Harlan, l’antropologa Sophie Mutter, che tornerà a Ottobre, in una storia scritta da me e disegnata da Nicola Genzianella (ne vedete una tavola, la quarta dall'alto, qui accanto). A Novembre, in un’avventura sceneggiata da Luigi Mignacco per i pennelli dell’esordiente dampyriano Luca Raimondo, assisteremo al ritorno del poliziotto antidroga colombiano Bobby Quintana. A Dicembre, infine, uscirà in edicola la prima delle due parti di una storia scritta da me e disegnata da Maurizio Dotti (anche di questa potete trovare un assaggio in questa stessa pagina, cliccando sulla quinta immagine qui a lato) nella quale ricostruiremo un altro tassello della vita avventurosa di Draka, il padre di Harlan. Magari approfondiremo l’argomento a tempo debito…