AMBROSINI: GLI ZOMBIES, NAPOLEONE E DYLAN DOG!

 















Gli esperti li chiamano in gergo "team-up": si tratta di storie in cui certi personaggi del mondo dei fumetti, appartenenti a collane diverse (e non per forza comunicanti), arrivano incontrarsi (e magari anche a scontrarsi), nella stessa, sorprendente avventura. La nostra Casa editrice ci ha mostrato, nel corso del tempo, alcuni di questi "team-up", che hanno visto personaggi come Martin Mystère, Dylan Dog, Nathan Never e Mister No incrociare i loro percorsi, nell'epoca presente ma anche in quella futura. Nel numero 42 della serie di Napoleone, un nuovo team-up vede appaiati il detective-entomologo creato da Carlo Ambrosini e l'Indagatore dell'Incubo ideato da Tiziano Sclavi, in una storia intitolata "Le spoglie del guerriero" e illustrata da Gabriele Ornigotti. Qui, i nostri due eroi devono fermare una armata di zombie medievali che si risvegliano nel mezzo della campagna inglese dello Yorkshire. Sono gli uomini del Visconte Dempsey caduti durante la violenta battaglia campale di Towtown, cadaveri tornati inspiegabilmente in vita, che assedieranno la dimora dei Bloomey, dove si trova in vacanza Napoleone. E mentre quegli antichi guerrieri cominciano a seminare morte e paura nella Contea di Bassey, Napoleone si trova a combatterli fianco a fianco con un imprevedibile alleato, ovvero Dylan Dog. Ma lasciamo che sia lo stesso sceneggiatore Carlo Ambrosini a spiegarci sia la genesi di questo episodio, sia gli sviluppi futuri della saga di Napoleone.

Come è nata l'idea di far incontrare questi due personaggi bonelliani che ufficialmente non si conoscevano ancora?

Era già da un po' di tempo che volevo, in qualche modo, riesumare i corpi delle decine e decine di guerrieri deceduti durante una battaglia campale, nel corso della guerra fra gli York e i Lancaster. Mi sembrava suggestiva l'idea di una campagna inglese disseminata delle ossa di questi combattenti, pronti a entrare in azione dopo secoli di riposo. Per poterli riesumare e farli interagire con il mio Napoleone mi serviva, però, un buon pretesto narrativo; così, mi è venuto naturale pensare a quei morti come a degli zombie. Di lì il passaggio al team-up fra Dylan Dog e Napoleone è stato automatico (già in passato mi ero divertito, assieme a Giancarlo Berardi, a far incontrare Dylan e Ken Parker). Ovviamente, ho dovuto architettare un escamotage che permettesse ai due eroi di trovarsi fianco a fianco. Dato che Napoleone è sempre in contatto con "materiali psichici" e dimensioni oniriche, quella era la linea da seguire. Nello specifico, è un bambino ospite nella casa dei Bloomey a dare vita a Dylan Dog, leggendo un fumetto che lo vede protagonista. E, come l'Indagatore dell'Incubo, prendono vita in quella dimora anche uno gnomo e l'attore-ballerino Fred Astaire, oltre ad altre figure che non sono immediatamente riconoscibili per i lettori perché non celebri. Tutti questi personaggi affronteranno insieme la terribile armata del Visconte Dempsey.

           

Come reagisce Napoleone di fronte alla nuova conoscenza?

Napoleone, che di temperamento è un super-razionalista, sa di vivere in un incubo a occhi aperti, ma non si tira indietro. Per questo, guarda Dylan Dog con distacco. Lo considera per quel che è, un personaggio inesistente, destinato a ritornare nell'immaginario del ragazzino che l'ha evocato. L'incontro fra Napoleone e Dylan non può essere, dunque, un vero e proprio incontro "fisico", ma entrambi ne sono consapevoli. Si tratta di due personaggi forti, evocativi, magici, misteriosi, con numerose affinità anche dal punto di vista editoriale. Era inevitabile che si incontrassero. Napoleone deve molto a Dylan Dog anche dal punto di vista della libertà espressiva. E il mio omaggio all'eroe di Sclavi inizia sin dalla copertina de "Le spoglie del guerriero", che omaggia direttamente quella realizzata per "L'alba dei morti viventi" (il leggendario numero 1 di Dylan Dog) da Claudio Villa.

                               


Come si svilupperà in futuro la saga di Napoleone? Ha intenzione di approfondire maggiormente la sua biografia?

Parlare di biografia per i nostri personaggi seriali è un po' un problema. Tutti gli eroi di carta sono, infatti, costretti a restare per sempre in quella dimensione senza tempo in cui li abbiamo posizionati al momento della creazione. E' vero che potremmo farli invecchiare con noi, oppure scandagliare il loro passato, ma, in realtà, ai nostri lettori piace leggere le loro storie "qui e ora", in quella sorta di presente che dura un'eternità che è il mondo della fantasia. Inoltre, non ho voglia di occuparmi della biografia di Napoleone se questa non è contestualizzata con una situazione emblematica o metaforica che ho deciso di sviluppare in un certo episodio. Posso dirvi che, prossimamente, in una storia illustrata da Giulio Camagni, si troverà a confrontarsi con la mente di un uomo disturbato che ricorda molto da vicino lo Spider protagonista dell'omonimo film girato da David Cronemberg e tratto da un romanzo di Patrick McGrath. In questa vicenda, ho cercato di indagare a trecentosessanta gradi sulla follia e sulle ragioni apparentemente imperscrutabili che la scatenano. Analizzare la pazzia è come studiare un mondo ancestrale che risulta precedente a qualsiasi categoria di indagine. In un'altra storia, Marco Nizzoli ci mostrerà, invece, una catastrofe apocalittica, disegnando una Ginevra inedita sulla quale si scatena, a causa delle lacrime di Lucrezia, un terribile diluvio universale; seguiremo così Napoleone in un lungo inseguimento, all'interno di una città allagata in cui, qua e là, affiorano cose, monumenti, persone. Fra i personaggi e le figure estreme che popoleranno l'immaginario della serie va anche ricordato un commesso viaggiatore che vende macchine falciatrici ma che, in realtà, è un killer della mafia, e un uomo apparentemente innocuo che è ha un talento innato per portare la morte porta a porta.