AMBROSINI VA NEL WEST 
Viva il "Made in Italy", di Sergio Bonelli      La creatività non ha frontiere, di Gianmaria Contro    

 



 

Nel 1989, in occasione di una storica mostra itinerante intitolata "La Ballata di Tex", Sergio Bonelli chiese a una ventina di disegnatori di aggiungere un tocco giocoso alla retrospettiva, esponendo una loro interpretazione del nostro eroe. Inutile dire che tutti gli interpellati (ma anche quelli che si aggiunsero in seguito) approfittarono dell'opportunità per offrirne una versione decisamente personale, sia nei lineamenti, sia nel modo di vestire.  Guardate, per esempio, nella colonna a destra, quale Tex aveva visualizzato uno dei più amati disegnatori dylandoghiani dell'epoca, Carlo Ambrosini. Sotto un cappello di foggia ispanica, un longilineo giovanotto dai lunghi capelli corvini e dall'aria zingaresca ostenta un gilet di raso che avviluppa strettamente una elegante camicia e una altrettanto elegante cravatta. Piuttosto originale, non vi pare? Bene, i casi della vita - ma forse sarebbe meglio dire del mondo dei fumetti - hanno voluto che proprio a colui che aveva disegnato un Ranger tanto improbabile venisse chiesto di avvicinarsi all'immagine più classica del personaggio, entrando a far parte della schiera dei prestigiosi illustratori degli albi speciali comunemente chiamati Texoni. Ambrosini, che ama le sfide (come dimostra bene la sua attività di autore completo, sfoderata, in passato, nella serie di "Nico Macchia" e, attualmente, negli albi bimestrali della sua ultima creatura, "Napoleone"), ha accettato con umiltà di seguire lo stile illustrativo della tradizione, senza però rinunciare alla ricerca grafica che persegue da sempre. Il risultato potete scoprirlo da soli, sulle pagine del Texone intitolato "Il prezzo della vendetta". Questa drammatica avventura, da cui proviene la vignetta riprodotta qui sotto, vede in azione un Tex fisicamente meno poderoso e più scattante di quello che siamo abituati a vedere nella collana mensile. E il suo dinamismo è accentuato da un segno grafico che, sintetico e disinvolto nelle figure, si fa invece più preciso e puntuale, quando si tratta di rendere omaggio ai classici paesaggi del Vecchio West, riproposti da Ambrosini con la stessa emozione dei pittori-viaggiatori dell'Ottocento. Vi diamo qui la possibilità di leggere un estratto dall'intervista di Gianmaria Contro che apre il Texone, nonché l'introduzione di Sergio Bonelli.