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Esplorare i generi
narrativi più popolari, puntando i riflettori sugli autori e i
personaggi che, nel corso del tempo, li hanno meglio rappresentati: è
questo l'obiettivo che si pone la Collana Almanacchi. E anche l'Almanacco
della Fantascienza 2003, "sponsorizzato" da Nathan Never, continua
su questa strada, mettendo in luce i mille universi della cosiddetta narrativa
danticipazione. Oltre alle classiche rubriche dedicate ai
libri, ai video e ai cd-rom più interessanti usciti negli ultimi
dodici mesi, lAlmanacco presenta quattro illustratissimi servizi,
che passano in rassegna i microcosmi letterari e cinematografici,
le opere basilari del romanziere americano Fritz Leiber, la vita e la
carriera di Spock, leroe con le orecchie a punta di Star Trek,
e i temibili e multiformi Blob. Vi diamo qui di seguito un'anticipazione
degli articoli che potrete leggere nell'Almanacco. |
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LInfinito in miniatura
di Gianmaria Contro
Tenere
unintera città nel palmo di una mano
vi è mai
capitato? Anche se la fantascienza tende spesso a gettarsi nellesplorazione
dellinfinitamente grande, scagliando i suoi impavidi astronauti al
di là della galassia e dello stesso universo, non per questo ha rinunciato
allosservazione dellinfinitamente piccolo. Limmaginazione
è un potente telescopio, ma anche uno straordinario microscopio,
capace di guardare oltre i confini del visibile, giù e più
giù ancora, fino a toccare le dimensioni del mondo subatomico. Se
aguzzate la vista, vedrete civiltà in miniatura, microscopici avventurieri,
sommergibili che navigano in una goccia dacqua, esploratori persi
in una giungla che in realtà è soltanto unaiuola, protagonisti
di unepopea piccola ma grande. Linfinita avventura dei micromondi
fantastici!. |
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Vulcaniano (ma non troppo!)
di Adriano Barone
Nel Ventitreesimo
secolo, la Federazione dei Pianeti Uniti riunisce tutte le razze aliene
conosciute e la Flotta Stellare, composta da decine di astronavi dotate
delle più avanzate tecnologie, ha la missione di scoprire nuove
forme di vita e nuove civiltà nelle zone ancora inesplorate delluniverso.
Di questo esercito di pacifici esploratori immaginato dagli autori
di quella che è probabilmente la più popolare fanta-serie
televisiva mai realizzata, ovvero Star Trek non fanno parte soltanto
esseri umani, ma anche extraterrestri. Fra costoro, uno si distingue in
particolare: alto, inespressivo, flemmatico, dotato di una pelle leggermente
bronzea e di curiose orecchie a punta, Spock è il miglior ufficiale
scientifico che un capitano di astronave potrebbe desiderare! Nato sul
pianeta Vulcano, Spock, a causa della sua natura ibrida (suo padre è
Sarek, un vulcaniano, sua madre, Amanda, è una terrestre), si trova,
fin da bambino, a vivere una lacerante contraddizione. I coetanei, i compagni
di scuola lo evitano, convinti che, per colpa del suo sangue misto, non
potrà mai diventare come loro, un essere guidato dalla più
pura e inesorabile logica. Ma Spock decide sin da allora di diventare
un vulcaniano perfetto, una macchina umana guidata unicamente
da quel concetto sfuggente la logica, per lappunto
che è diventato la scelta fondamentale per riuscire a mantenere
una concordia duratura su un pianeta un tempo dominato dalla violenza
e dalla guerra. E così Spock studia la cultura e la civiltà
della sua terra natale, vince (o meglio, crede di vincere) le sue pulsioni
umane e si ritrova, per scelta precisa, a far parte della Flotta Stellare,
il 'braccio operativo' di quella Federazione che suo padre,
ora ambasciatore di Vulcano, ha aiutato a concretizzare nel nome della
Pace
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I sogni ai Raggi X
di Giuseppe Lippi
Non è obbligatorio che i mondi immaginari del fantastico siano
lontani nello spazio, stranieri o esotici: lo spiega bene J. R. R. Tolkien
a proposito della Terra di Mezzo, una località che non appartiene
a un altro continuum, ma è semplicemente una designazione
arcaica del mondo in cui viviamo, così comera pensato un tempo,
circondato dalloceano
in un diverso stadio dellimmaginazione.
Un classico esempio di autore moderno che si confronta con i temi atemporali
del fantastico, ma collegandoli con il nostro tempo, è quello di
Fritz Leiber, lo scrittore americano che è stato fra i primi a seguire
il solco della fantasia epica, da lui definita sword & sorcery.
In realtà, gli universi di Leiber sono almeno tre, dal momento che
questo geniale oriundo tedesco, corrispondente di H. P. Lovecraft e autore
di racconti fin dal 1939, è stato un maestro sia nel campo della
fantascienza che in quello della fantasy e dellhorror. Fritz Leiber,
tuttavia, non è diventato uno dei soliti autori popolari, non è
soltanto un mago dellavventura o del mistero: è anche questo,
eppure ha dalla sua una finezza e un gusto che pochissimi narratori fantastici
della sua generazione hanno saputo dimostrare. Il fantastico di Leiber nasce
dalle immagini di una millenaria cultura e dal loro incessante filtrare
nei sogni; leggendo i suoi romanzi, si risale il tempo fino a età
immemorabili del passato o del futuro che soltanto il nostro inconscio intuisce,
ricorda, o, per meglio dire, rivive. Dopo avere letto Leiber, il mondo attuale
non sarà più lo stesso
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Il Fluido Immortale
di
Maurizio Colombo
Le vie del terrore sono infinite. Ne sanno qualcosa i produttori,
gli sceneggiatori e i registi coinvolti nella realizzazione di un monster-movie
almeno un briciolo originale rispetto a quelli della concorrenza, un film
in cui impazzi un mostro che non abbia nulla in comune con i suoi colleghi
del passato e che, soprattutto, ottenga il massimo risultato con la minima
spesa... Anche in unepoca primitiva come la fine degli
anni Cinquanta, era già difficile inventarsi qualcosa di nuovo. Occorrevano
gli sforzi di una mente perversa e crudele, capace di visualizzare gli incubi
peggiori, un Edgar Allan Poe redivivo. Uno come Irvine H. Millgate, membro
dellUnione dei Boy- Scouts dAmerica, e ossessionato dal sogno
di lavorare nel cinema. Irvine voleva un protagonista che non fosse il solito
poveraccio infilato a fatica in un costume mal realizzato con una vistosa
cerniera-lampo ben in evidenza, nè un pupazzo mal animato. Voleva
un essere mai visto prima, tanto invincibile che nessuna arma potesse distruggerlo
e nessun ostacolo fermarlo. Una creatura senza forma, cui era dato il potere
di penetrare attraverso la più piccola fessura di una costruzione
e di viaggiare attraverso le tubature. Le sue vittime erano condannate a
una morte atroce: venivano inglobate allinterno del mostro e finivano
dissolte vive! Anche il nome di battesimo doveva essere originale e dimpatto,
breve e di facile pronuncia, per imprimersi nella mente di chiunque sin
dal primo incontro. Niente di elaborato
Qualcosa come Blob (che, in
inglese, significa goccia, macchia, chiazza). |
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