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Mister No è il campione di una visione dell'Avventura insieme romantica
e disincantata, che propone al pubblico, ormai da quasi trent'anni, uno
scenario e un'epoca piuttosto trascurati dal fumetto: l'Amazzonia e gli
anni Cinquanta. Si tratta, come i suoi lettori ben sanno, di due grandi
amori di Sergio Bonelli che, con il "nom de plume" di Guido Nolitta, ha
affiancato alle gesta dell'eroe classico Zagor, quelle assai più picaresche,
e non sempre ineccepibili, del suo anti-eroe, il pilota Jerry Drake, avventuriero
controcorrente, uomo coraggioso che non fa del coraggio una bandiera; uomo
onesto, che però non si fa scrupolo di cedere alle proprie umane debolezze;
cavaliere errante con molte damigelle da amare e poche cause di principio
da difendere, ma che non si sottrae al pericolo, quando ci si trova coinvolto.
Anzi, a dirla tutta, sembra che il nostro Mister No cerchi di nascondere
il suo eroismo sotto una patina di cinica indifferenza, ma chi lo conosce
sa bene che si tratta di una recita. Seppure, a parole, chieda soltanto
di essere lasciato in pace, la sua apparente vocazione all'inattività è
una dichiarazione d'intenti: vuole sottrarsi alla febbre arrivista in cui
si è inopinatamente trasformata la gioia di vivere scaturita dalle macerie
della guerra, e che sembra attraversare tutto il mondo, meno quel lembo
dimenticato da tutti che è, appunto, l'Inferno Verde. A Mister No, due attenti
studiosi del fumetto, Mauro Giordani e Gisello Puddu, già autori di un approfondito
saggio sul Comandante Mark, dedicano la loro ultima fatica: "Mister No,
un avventuriero in Amazzonia" (Editoriale Mercury). Elegantemente rilegato,
il volume è articolato in sezioni tematiche, con rilevanti contributi di
Sergio Bonelli, Luigi Mignacco e Gianni Brunoro, che analizzano compiutamente
il tragitto fin qui compiuto dal pilota, e presenta un ricco corredo iconografico
(con qualche "chicca" proveniente dagli archivi personali di Guido Nolitta),
oltre a una breve storia a fumetti, "La Ferrovia do Diabo", sulla tragica
e crepuscolare vicenda della ferrovia fantasma che avrebbe dovuto collegare
Guacará Mirím, in Bolivia, con Porto Velho, per assicurare alla piccola
nazione andina il suo sbocco al mare, e che invece ha lasciato come unica
traccia di sé binari e ponti divorati dalla giungla, locomotive arrugginite
e cimiteri improvvisati lungo il percorso: una eloquente e desolata rappresentazione
della transitorietà dei destini umani. A illustrare queste significativa
mini-vicenda è Roberto Diso, il disegnatore-principe della serie mensile,
al quale abbiamo chiesto di rievocare la lunga carriera al fianco di Mister
No, in un testo che qui vi offriamo, accanto all'introduzione che Bonelli-Nolitta
ha scritto appositamente per il volume pubblicato dall'Editoriale Mercury
(via Marconi 6, 40017 San Giovanni in Persiceto, Bologna, tel. 051- 6810710).
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