I PIONIERI DEL FUTURO
 



 

     

Le copertine che vedete riprodotte in questa pagina rappresentano idealmente i quattro “punti cardinali” che hanno segnato l’evoluzione di un particolare genere narrativo – la fantascienza – nel vasto universo del fumetto avventuroso bonelliano. Il capostipite, “I conquistatori dello spazio” giunse in edicola nel 1943, sui numeri 8, 9, 10 e 11 della serie “Albo d’Oro Audace”; ristampato, successivamente, varie volte (per esempio, sulla “Collana Ragno d’Oro”, nel 1950), era apparso per la prima volta, in un diverso formato, sulla rivista “Audace”, fra il 1941 e il 1942. Lo sceneggiatore Gianluigi Bonelli e il disegnatore Raffaele Paparella (sostituito in seguito da Nico Lubatti) coinvolsero il loro eroe – un giornalista italiano di nome Claudio Reni – in una saga fantastica che prende le mosse da una inesplorata zona dell’Himalaya e che lo porterà ad affrontare ciclopi, uomini verdi e raggi della morte, nel tentativo di opporsi ai Falchi Grigi del perfido cinese Tao. La seconda copertina accompagna un altro personaggio creato dell’instancabile G. L. Bonelli e affidato alla matita di un giovane, ma già talentuoso Giovanni Ticci. Judok è il protagonista di una storia completa di 96 pagine, pubblicata nel 1968 sul n. 8 della “Collana Rodeo”, dove il “papà” di Tex riprende uno dei temi preferiti, il Pericolo Giallo, mettendo in scena un dinamico agente del servizio segreto spaziale, cui spetta il compito di sconfiggere la setta dello “Scorpione”. La prima vera serie fantascientifica della nostra Casa editrice nata nel 1991 e tuttora felicemente presente in edicola, è opera del trio di sceneggiatori composto da Antonio Serra, Michele Medda e Bepi Vigna. Nathan Never lavora per un’agenzia di sicurezza e vigilanza, sulla Terra dell’anno 2103 (secondo la nuova datazione).
A causa di una spaventosa catastrofe, i continenti hanno modificato la loro forma, il livello delle acque si è alzato e gran parte dell’umanità ha trovato rifugio in stazioni spaziali orbitanti intorno al pianeta-madre. Coloro che sono rimasti sulla Terra vivono in un’unica, sterminata metropoli, oppressi da una tecnologia onnipresente e disumanizzante e costretti a convivere con una criminalità senza freni; qui, l’agente speciale Nathan Never cerca di lavorare ogni giorno per il bene degli altri, tentando di vincere i ricordi di un passato drammatico che lo ha segnato per sempre e che rischia, spesso, di portarlo sull’orlo della disperazione. L’ultima copertina segna l’arrivo, nei ranghi bonelliani, di un nuovo personaggio: Brad Barron, ideato e sceneggiato da Tito Faraci, esordisce nelle edicole il 6 maggio 2005, e promette di accompagnare i lettori in un mondo, l’America egli anni Cinquanta, in cui il sogno del benessere e della vita serena irrimediabilmente spezzato dall’arrivo dei Morb, una feroce razza aliena intenzionata a sottomettere il nostro pianeta. Contro di loro, si muove Brad Barron, un lupo solitario alla ricerca della libertà per se stesso e per i suoi simili. Nella mini-serie di diciotto numeri che ne racconta le gesta, Faraci si è divertito a mixare elementi narrativi legati ai generi narrativi più diversi: la fantascienza, naturalmente, ma anche l’hard-boiled e l’horror, il western e il dramma sentimentale.