| SULLA CRESTA DELL'ONDA |
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![]() “Tex non è un marinaio, il mare non gli è troppo simpatico, ma
riesce a cavarsela piuttosto bene in qualsiasi avventura
marinaresca”. Inizia così uno dei dieci capitoli che
compongono un curioso mini-saggio scritto da Francesco Lombardo
e pubblicato, nel novembre 2003, su “Rivista Marittima”, il
mensile della Marina Militare Italiana. In effetti, nel corso
della sua ormai lunghissima saga, Tex ha abbandonato spesso la
terraferma, per salpare a bordo di velieri, battelli, piroghe,
brigantini e baleniere, arrivando ad affrontare tempeste,
naufragi e inseguimenti sulla cresta dell’onda, non meno
avventurosi di quelli di cui è stato protagonista nelle
praterie, nei deserti, nelle fattorie, nei villaggi o nelle
vallate del Selvaggio West. “Tex non soffre il mal di mare”,
scrive ancora il ferratissimo Francesco Lombardo nella sua
“breve relazione”. Sapendo di poter contare sulla robustezza
fisica di Tex, gli sceneggiatori non si sono posti alcuna
limitazione nel fargli conoscere periodicamente luoghi
raggiungibili soltanto dopo giorni e giorni di navigazione, e
dunque geograficamente lontanissimi dal microcosmo in cui di
solito vengono ambientate le vicende legate alla Frontiera
americana. Lo abbiamo così visto vagabondare fra i ghiacci
dell’Alaska, fra le lagune incantate della Melanesia e
addirittura fra le giungle tropicali dell’istmo di Panama, dove
Guido Nolitta lo spedì una volta, assieme al figlio Kit, nel
corso di una lunga storia illustrata da Giovanni Ticci,
facendolo poi naufragare, durante il burrascoso viaggio di
ritorno verso l’Arizona, su un’isoletta del Mar dei Caraibi.
Inutile dire che, come suo solito, Tex si rimbocca le maniche e
dimostra di sapersela cavare egregiamente, pur dovendo
maneggiare “redazze” e “griselle”, anziché lazos, redini e selle
da cavallo. Che
avesse, comunque, una certa dimestichezza con la vita dei
marinai il Ranger lo aveva già dimostrato in un classico
episodio, scritto da Gianluigi Bonelli e illustrato da
Aurelio Galleppini, da cui proviene la vignetta che vedete in
alto a destra e in cui indossava con naturalezza e, perché no?,
anche con una certa, disinvolta eleganza, il tipico, pesante
maglione dei marinai di professione. ![]() ![]() |
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