DUE ROMANZI "DYLANIATI"!

 




Se amate la letteratura (o se seguite con attenzione la nostra sezione dedicata alle flash-news), vi sarete accorti del recente arrivo sugli scaffali delle librerie di due romanzi firmati da autori "dylaniati". Il 18 aprile 2006, ha fatto il suo ritorno, dopo otto anni di silenzio nel mondo letterario, Tiziano Sclavi. Il papà di Dylan Dog si è cimentato con le centocinquanta pagine de “Il tornado di valle Scuropasso”, un "thriller ufologico", come l'ha definito lo stesso Sclavi, che, come spesso accade nei suoi racconti, mescola realtà e fantasia. Ma non solo: anche angoscia e poesia, umorismo e dramma. Attraverso una scrittura che i seguaci di Dylan troveranno familiare, il libro racconta di un uomo che vive in una casa di campagna, prigioniero dei suoi fantasmi e delle sue paure. Alcune manifestazioni inquietanti lo mettono in allarme. Sono eventi piccoli, impercettibili forse, ma, poco alla volta, creano uno stato di tensione che cresce, sempre più forte, fino all'insopportabilità... Il mese di agosto vedrà il ritorno di Sclavi anche sulle pagine di Dylan Dog; nell’attesa, “Il tornado di valle Scuropasso” (ne vedete la copertina qui accanto a sinistra), edito da Mondadori nella collana “Strade Blu”, può costituire un buon antipasto!
Il 3 maggio 2006, invece, ha visto l’esordio nell’universo della narrativa (in quella non disegnata, s’intende) di un’altra figura di spicco del mondo dell’Indagatore di Craven Road: Paola Barbato, dal 1998 sceneggiatrice di Dylan, cui si deve, per esempio, l’intenso numero 200 della saga (e vi anticipiamo che proprio a Paola spetterà l’onore di festeggiare, con la doppia storia a colori in uscita a settembre e ottobre, il ventennale del personaggio). “Bilico” – ne vedete la copertina qui accanto a sinistra – è il titolo del romanzo che la sceneggiatrice milanese (trapiantata a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia) ha firmato per la collana “La Scala” (Rizzoli). Oltre trecento pagine da cui emerge la figura di un assassino seriale (tre sono le vittime, finora), grottescamente soprannominato "il Seviziatore". Uccide in modo atroce e compone la scena del delitto come un vero teatro dell'orrore. La donna che gli dà la caccia si chiama Giuditta Licari, e la polizia si rivolge per "consulenza" a questa strana dottoressa, anatomopatologa e psichiatra, pragmatica, solida e inquietante nel suo totale distacco di fronte a ogni genere di crudeltà. L'indagine sul "Seviziatore" la mette di fronte a qualcosa che raramente ha provato nella sua vita: il dubbio. E dopo anni di delitti sempre uguali, il dubbio è un precipizio che la incuriosisce...