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UN PENNELLO IN ROSA |
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La mostra - svoltasi, seppure con qualche difficoltà logistica, lo
scorso anno, a Milano - ha costituito un prezioso contributo per quanti
hanno il gusto dell'immagine. Chi se la fosse lasciata sfuggire non può
comunque perdere oggi l'elegante libro-catalogo, edito per l'occasione dalla
Libreria Bocca di Milano (indirizzo Internet: www.libreriabocca.com), e
interamente dedicato a Giulio Bertoletti. Un nome che, come ricordava anche
Sergio Bonelli in una delle sue rubriche di corrispondenza con i lettori,
di sicuro non lascerà indifferenti "quanti hanno nel cuore la
pattuglia di maestri dell'illustrazione che, per anni, hanno indifferentemente
sparso il loro talento sulle copertine della 'Domenica del Corriere' e di
romanzi popolari, nei cineromanzi di 'Grand Hotel' e nelle vignette dei
giornali satirici, non disdegnando incursioni nel mondo delle nuvole parlanti".
Si chiamavano Gino Pallotti, Alvaro Majrani, Rino Albertarelli, Aldo Torchio,
Walter Molino e, per l'appunto, Giulio Bertoletti. Sotto un titolo appropriatissimo, "Une vie en rose" ricostruisce la straordinaria vena creativa di un artista che divenne famoso nel Dopoguerra per la sua collaborazione al già citato settimanale della Casa editrice Universo "Grand Hotel", sulle cui pagine, oltre a centinaia di eleganti e spiritose copertine, avrebbe illustrato melodrammatici romanzi a fumetti, come "Le lagrime d'oro", "Il cavaliere del cielo", "Rapita", "Amore fra due spade", "Angeli nella bufera"; ma all'inesauribile creatività di Bertoletti, che è scomparso nel 1976, ad appena cinquantasette anni, si devono anche illustrazioni per libri (compreso un "Decamerone"), figurini di moda ritratti pittorici, calendari, disegni per manifesti e campagne pubblicitarie. "Verso la fine della sua carriera", ricorda ancora Sergio Bonelli, "gli era venuta voglia di concedersi al dinamismo del fumetto avventuroso, e, intorno al 1974, si preparava a dar vita a una serie fantascientifica di cui tracciò soltanto la copertina del primo numero e gli schizzi dei personaggi. E fu davvero un peccato... Perché io sono certo che il suo ritorno nelle edicole avrebbe costituito un nuovo, travolgente stimolo per gli altri fumettari ". |
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