TORNANO GLI ULTRAPOP!





"Ultrapop Genova Marzo 2003"
Da sabato 1 marzo a lunedì 31 marzo 2003
Orario: lunedì-venerdì, ore 15.30-19.30.
Mattino, sabato e festivi su appuntamento.
Presso Archivio Caterina Gualco, via Nino Bixio 2/6s, 16128 Genova,
Tel/Fax +39010541250

Sperimentatori appassionati, eclettici illustratori e disegnatori senza limiti di fantasia, i membri del collettivo Ultrapop da tempo rappresentano una delle realtà più seguite dell'arte grafica contemporanea italiana. Del collettivo Ultrapop fanno parte quattro artisti fra loro molto diversi: Dario Arcidiacono (Catania, 1967), Giordano Curreri (Genova,1967), Antonio Sorrentino (Catania, 1969), Sandra Virlinzi (Catania, 1973) che si sono conosciuti a Milano, città dove tuttora vivono e lavorano, e si sono distinti nei campi della comunicazione visiva e pubblicitaria, intrecciando le loro strade creative a partire dal 1995. "Proprio in quanto tutti provenienti da attività d'arte applicata", ha scritto su di loro il critico Ferruccio Giromini, "la visione che gli Ultrapop condividono si manifesta subito pragmatica e convenientemente sbrigativa: accanto al lavoro per così dire 'alimentare', la stessa ricerca artistica mantiene per loro un atteggiamento di temperato disincanto, quel po' di sano distacco che non li fa cadere nella trappola del fideismo fondamentalista tipico di tanti schiavi supini dell'Arte sovrana ('Kunst über alles!'). Con l'arte invece gli Ultrapop giocano, ed è già un buon risultato il poterselo permettere". Agli Ultrapop e ai loro lavori è interamente dedicata una mostra intitolata "Ultrapop Genova Marzo 2003", che resterà aperta per tutto il mese di marzo, nello spazio dell'Archivio Caterina Gualco di via Nino Bixio 2/6s, a Genova. Ed è la critica Sandra Solimano a chiarirci gli intenti artistici dell'esposizione e del lavoro artistico del collettivo, nel catalogo della retrospettiva: "La chiave di lettura del lavoro degli Ultrapop è, piuttosto, nel prefisso 'Ultra' che, se da un lato strizza l'occhio al vezzo del linguaggio pubblicitario (più pulito del pulito; più bianco del bianco), suggerisce dall'altro il concetto di esagerazione ed eccesso dell'immagine (delle sue forme e dei suoi contenuti), collocandosi in una più generale tendenza (dell'arte, ma ovviamente anche dei cinema e non solo) all'escalation di espressività e di violenza visiva, sempre più necessaria per colpire al cuore e allo stomaco e purtroppo sempre più impari rispetto ai terrificanti 'effetti speciali' che la cronaca quotidiana ci propone".