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In questa pagina: l'autobiografia di Jodorowsky; un fotogramma e la copertina dell'edizione
DVD di "Santa Sangre"; un disegno di Moebius per la saga a fumetti de "L' Incal".
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Per Alejandro Jodorowsky calza a
pennello lo slogan usato per il film "Hellraiser": "Non ci sono limiti!". La
sua creatività, infatti, non conosce barriere e viaggia alla velocità della
luce, visitando gli infiniti aspetti dell’espressione artistica. Poeta,
regista, fumettaro, musicista, autore di pantomime messe in scena da Marcel
Marceau, artefice del rilancio dello chansonnier Maurice Chevalier negli
anni Sessanta con l’allestimento di un indimenticabile spettacolo, lettore
gratuito di tarocchi (ogni mercoledì, in un bar parigino) ai quali unisce la
terapia psicanalitica, "imbroglione sacro" (come lui stesso ama definirsi):
queste sono alcune facce di quel diamante artistico conosciuto come
Alejandro Jodorowsky. Cileno di origini ebreo-ucraine e da decenni cittadino
del mondo con base a Parigi, Jodo (in Francia è conosciuto così) fonda nel
1953 il movimento surrealista Panico (un nome che rende omaggio al dio Pan),
insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor, ed esordisce successivamente come
regista in due pellicole simbolo della controcultura anni Settanta, "El
Topo" e "La Montagna Sacra" (entrambe disponibili in dvd targati Raro
Video).
Il suo zampino si trova ovunque: rockstar come Marilyn Manson e registi come
Tim Burton e David Lynch hanno più di un debito con Alejandro. Autore di
fumetti, in collaborazione con Moebius (si pensi a "L'Incal" e "Aleph Tau"),
scopritore di talenti (con H. R. Giger, Dan O'Bannon e Chris Foss, si riunì
negli anni Settanta, per progettare una versione cinematografica mai
realizzata del romanzo "Dune" di Frank Herbert), Jodo è stato di recente
ospite nelle librerie italiane per un giro promozionale legato al lancio del
suo ultimo lavoro, pubblicato da Feltrinelli, "La danza della realtà"
(presso lo stesso editore sono disponibili anche "Psicomagia - Una terapia
panica", trattato sul suo rivoluzionario metodo di cura psicosomatica, e
"Quando Teresa si arrabbiò con Dio", visionaria fanta-storia dei suoi
antentati russi). Ne "La danza della realtà", Jodorowsky racconta i suoi
numerosi incontri "magici" con sciamani e guaritrici messicane, e la realtà
di un'infanzia infelice si mischia con le magie sognanti della letteratura
fantastica sud-americana.
A chi volesse conoscere meglio il suo lavoro di provocatore cinematografico,
ricordiamo che la Anchor Bay ha editato in dvd (ma soltanto in lingua
inglese, purtroppo) il suo più recente capolavoro, "Santa Sangre", diretto
nel 1989. Ispirato alla confessione fatta al regista da un vero serial
killer, prodotto da Claudio Argento (fratello di Dario), "Santa Sangre" è un
indimenticabile horror-movie, ma anche e soprattutto un’autentica esperienza
poetica, che non ha niente a che vedere con qualsiasi altro film di genere
abbiate mai visto. Religione, misticismo, l'uso di veri "freaks", la
violenza efferata che conduce alla redenzione, tutti i segni particolari del
geniale visionario sono inclusi in questo horror che, a differenza dei
precedenti lavori del regista, enigmatici e poco abbordabili, è rivolto a
una più vasta fetta di pubblico (da notare l'omaggio al Dario Argento di "Suspiria"
nella messa in scena di un sanguinoso omicidio commesso a suon di coltellate
multiple).
Raccontando la storia di Fenix, un assassino per forza (interpretato dai
suoi veri figli, Adan, in età infantile, e Axel, in età adulta), Jodo parla
anche della sua esistenza, del suo rapporto di schiavitù e ribellione con la
famiglia oppressiva. La coppia dei genitori nella finzione cinematografica,
composta da Guy Stockwell e dall'Anna Magnani messicana Blanca Guerra,
presenta notevoli somiglianze con i veri genitori del regista, ai quali sono
dedicate numerose pagine della biografia letteraria: il padre, Orgo (da
Orgoglio), crudele proprietario di uno scalcinato circo, e la madre, Concha,
una fanatica religiosa. Insomma, "Santa Sangre" coinvolge in un'esperienza
di follia e redenzione che non può non colpire diritto nello stomaco e
nell’anima anche il più anestetizzato degli spettatori. Non esiste
presentazione migliore per questo film di una vibrante frase di Jodo
riportata nel libretto che correda il dvd: "L'arte deve dire qualcosa a chi
sceglie di avvicinarsi a essa. E se voi sceglierete di avvicinarvi a ‘Santa
Sangre’, vedrete il vostro stesso volto riflesso nelle mie lacrime".
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