| LA "BD" CONQUISTA NAPOLI COMICON! |
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Qui sopra, in successione: Arzach (Moebius).
Barbarella (Jean-Claude Forest). TinTin (Hergé). Paulette (George
Pichard). |
A rinsaldare i tradizionali
vincoli che Napoli intesse da circa dieci secoli con la Francia, cioè fin da
quando fu capitale del regno normanno dell'Italia meridionale,
interviene la sesta edizione di Napoli Comicon, dal 5 al 7 marzo 2004,
ospitata come sempre tra le poderose mura della fortezza aragonese di Castel
Sant'Elmo, che celebra quest'anno proprio la Bande Dessinée franco-belga.
Una curiosità: Castel Sant'Elmo fu
l'estremo bastione della tragica ed effimera Repubblica partenopea del 1799.
Lì, infatti, trovarono rifugio le ultime compagini "giacobine", prima di
consegnarsi alla ferocia delle milizie irregolari guidate dal cardinale
Fabrizio Ruffo. Perciò possiamo dire, senza tema di smentite, che tra quegli
spalti, di aria di Francia se ne respira davvero molta, il che può solo far
bene a una manifestazione che coltiva l'ambizione di gettare un ponte tra
diverse sensibilità culturali, non limitandosi soltanto al fumetto, che
diventa invece il mezzo per definire e ribadire legami storici e culturali
di più ampia portata: oggi la "BD", ieri la "historieta" americana e i "comics"
Usa. "Come già l'anno scorso per il Nord America", recita il comunicato
stampa ufficiale, "Comicon vuole ripercorrere la storia del fumetto
franco-belga attraverso rarissime tavole originali dall'inizio del secolo
scorso ai giorni nostri; da Hergé a Reiser, da Jijié a Morris.". Esposizioni
personali saranno dedicate ad autori già apprezzati dal pubblico italiano,
quali David B. (in collaborazione con l'Associazione Hamelin di Bologna) e
Jacques de Loustal, presenti anche all'Istituto Francese Grenoble, con due
mostre "parallele" e complementari. Il Belgio sarà rappresentato da una
personale dedicata al disegnatore Yslaire e da una collettiva che offrirà ai
visitatori del Salone napoletano una panoramica sulla Nouvelle Bd Flamande,
cioè il nuovo fumetto fiammingo; una tradizione espressiva ancora poco
conosciuta ma di grande interesse. Altre mostre, tra cui una retrospettiva
dedicata a Jean-Claude Forest (il papà di Barbarella) e alle eroine sexy
francesi degli anni Sessanta (che si tiene, però, in un caffè del centro
storico), oltre al progetto "Des Italiens", obiettivo puntato sulle firme
italiane affermatesi in Francia, costellano questa tre giorni fumettistica
di molteplici momenti di richiamo. La nostra Casa editrice sarà presente,
come da tradizione, con il suo stand, dove una agguerrita pattuglia di
disegnatori firmerà degli inediti su cartoncino, in omaggio ai visitatori
(nel riquadro in basso, l'elenco completo degli appuntamenti). Una vera e
propria chicca sarà offerta, invece, dal vulcanico biografo ufficiale del
professor Martin Mystère. Alfredo Castelli, infatti, sempre più addentro ai
mysteri del restauro di fumetti d'epoca, dopo aver riguadagnato all'uso un
antico comic book americano "Obadiah Oldbuck" (dello svizzero Rodolphe
Toppfer, 14 settembre 1842), riscatta dall'oblio, per questa sesta edizione
di Comicon, il primo albo a fumetti pubblicato in terra di Francia: "Mr.
Lajaunisse", datato 1839.
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