UN BIGLIETTO PER L'INFERNO!
 


   



 

Viaggiare di notte sugli autobus della Dark Line può essere letale: gli eventuali passeggeri potrebbero, infatti, imbattersi in feroci creature oppure restare preda di orripilanti visioni! È quanto scopre Dylan Dog ne “Il capolinea”, la storia – sceneggiata da Giancarlo Marzano e illustrata da Giampiero Casertano – che compare nell’Almanacco della Paura 2007 in edicola dal 23 marzo, e che ci mostra come servirsi dei mezzi di pubblici non sia sempre la soluzione migliore...
Il cinema si è divertito spesso a mettere in scena situazioni ad alto tasso di adrenalina legate al mondo dei trasporti. In “Nightmare 2 – La rivincita” (1985), di Jack Shoulder, a guidare uno scuolabus pieno di ragazzini terrorizzati è nientemeno che l’infernale assassino Freddy Krueger. In “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” (2004), di Alfonso Cuaron, il maghetto creato da J. K. Rowling viaggia per le strade di Londra a bordo del Nottetempo, un gigantesco autobus a due piani stregato. E in “Jeepers Creepers – Il canto del Diavolo 2” (2003), di Victor Salva, un mostruoso essere gioca a rimpiattino con i componenti di una squadra di basket (li vedete in alto) che cercano di raggiungere il college a bordo di un torpedone...
Ma a farci comprendere quanto letali possano essere certe linee di trasporto hanno contribuito anche film non espressamente fanta-orrorifici, come “Il dolce domani” (1997), di Atom Egoyan, tratto da un malinconico romanzo di Russell Banks, dove si parla di un tragico incidente stradale che fa strage di giovanissime vite, o come “Speed” (1994), di Jan De Bont, dove l’agente di polizia Jack Traven (Keanu Reeves) deve correre a tutta velocità, per evitare l’esplosione di una bomba innescata sotto il pianale di un pullman dal pazzo Howard Payne (Dennis Hopper). E non finisce certo qui, visto che gli autobus possono diventare il bersaglio di terribili attentati terroristici come in “Attacco al potere” (1998), di Edward Zwick, o essere usati per incastrare sanguinari assassini, come ne “L’ispettore Martin ha teso la trappola” (1973), di Stuart Rosenberg… Dunque, chi pensa di salire, come Dylan Dog, sui mezzi della Dark Line farebbe bene a pensarci due volte!