| |



|
Già
disponibile dal 3 novembre in edicola, fumetteria e nei principali
negozi di musica, "My Name is Tex" è l'ultimo disco del
cantautore Graziano Romani. Dopo il buon riscontro ottenuto dal suo
"Zagor King of Darkwood" (dedicato allo Spirito con la Scure), Romani
pubblica, sotto l'ala di Panini Comics, un nuovo concept album ispirato
da un eroe dei fumetti Bonelli: stavolta è il turno di Tex!
Il CD, dalle sonorità country e folk, offre una dozzina di
canzoni (la maggior parte scritte per l’occasione,
più alcuni traditional ispirati alla tradizione western e
suggeriti a Romani da Sergio Bonelli), racchiuse da una copertina
inedita di Giovanni Ticci (la vedete in questa pagina). Allegato al CD
troviamo un ricco volumetto, aperto da un’introduzione
firmata Sergio Bonelli, contenente due storie di Aquila della Notte
apparse in passato al di fuori della serie e oggi praticamente
introvabili, completamente ricolorate (“Un caldo
pomeriggio”, di Nolitta/Ticci, e “Morte nel
deserto”, di Nizzi/Ticci). A completare l'albetto ci pensano
un breve fumetto inedito di Tex, scritto da Graziano Romani e
illustrato sempre da Ticci (in cui si racconta di un incontro davvero
speciale: quello tra Tex e Guitar Jim!), e i saggi firmati da Luca
Boschi, Mauro Boselli e Moreno Burattini. Proprio quest'ultimo ha
intervistato, per l'occasione, Graziano Romani, autore del disco,
nonché suo amico e collaboratore nei saggi pubblicati da
Coniglio Editore.
Moreno Burattini: Dopo “Zagor King of
Darkwood”, omaggio allo Spirito con la Scure, “My
name is Tex”, un album dedicato ad Aquila della Notte.
Dunque, il primo non era un caso... A te gli eroi di carta piacciono
sul serio!...
Graziano Romani: Sono un grande appassionato
di fumetti, non soltanto italiani, ma anche americani. Quando ho
incontrato per la prima volta Sergio Bonelli, lui si è
stupito per come sapessi riconoscere a colpo sicuro gli autori degli
originali appesi alle pareti del suo studio. Zagor e Tex, poi, fanno da
sempre parte della mia vita. Le loro avventure mi hanno sempre fatto
sognare, le leggo da quando ero un ragazzino, e non ho mai smesso. Non
è un caso che a Gallieno Ferri, Giovanni Ticci e Guido
Nolitta (tre colonne portanti delle due serie) io abbia dedicato
altrettanti saggi biografici editi da Coniglio nella collana
“Lezioni di fumetto”, scritto a quattro mani
proprio
con te.
MB: Ma da che cosa
nasce, in te, musicista rock da una vita, il desiderio di dedicare la
tua musica al fumetto, e al fumetto di casa Bonelli?
GR:
Amo il fumetto quanto la musica, e mi ritengo onorato di aver avuto la
possibilità di creare e realizzare i due dischi dedicati
agli amatissimi eroi bonelliani. Queste opere sono una specie di
tributo, in particolare a Sergio Bonelli e poi a tutti i suoi
collaboratori, per tutte le meravigliose avventure che ha saputo
raccontare a intere generazioni di lettori. E dico "bonelliano"
perché da tempo ormai questo termine definisce un genere, un
metodo, uno stile di fare fumetti.
MB:
Quando hai composto
i brani di “Zagor King of
Darkwood” già pensavi che sarebbe seguito il disco
su Tex?
GR:
No. Ho cominciato quasi per gioco a comporre il primo pezzo ispirato
allo Spirito con la scure, “Darkwood”. Dopo, sono
giunti gli altri. Ho assecondato l’istinto, ho cavalcato il
mio entusiasmo. A cose fatte, quando il disco zagoriano è
stato pubblicato e ho cominciato a vedere come i suoi pezzi rendevano
bene dal vivo, con la band o anche soltanto in acustico, mi
è venuto spontaneo immaginare un seguito, che non avrebbe
potuto che essere texiano.
MB:
Come nel caso del
precedente album, il nuovo disco contiene sia
brani inediti e originali (la maggioranza), sia alcuni traditional.
Come hai scelto i temi delle canzoni e come hai selezionato i brani
della tradizione?
GR:
"My name is Tex" è il diciottesimo CD della mia discografia,
include nove canzoni che ho scritto appositamente e quattro
"traditional", classici brani folk della seconda metà
dell’Ottocento. Sergio Bonelli, che era un cultore della
musica folk e jazz, e del cinema western, mi è stato di
grande stimolo e aiuto nel realizzare l'opera, addirittura scegliendo
insieme a me i traditional come "Red River Valley" e "The streets of
Laredo", tra i suoi brani preferiti. Per interpretare "Laredo", poi, mi
sono basato sui testi della versione fatta tanti anni fa da Johnny
Cash. Il sound dell'album è parecchio "roots" e
country-folk, quindi niente chitarre elettriche, ma banjo, mandolino,
fisarmonica, violino, tromba, chitarre acustiche e dobro... e molto di
più. Le canzoni originali si rifanno alla saga di Tex,
ovviamente: "Showdown with El Muerto" racconta in versi la mirabile
storia scritta da Sergio, una delle sue più avvincenti. I
brani "Carson", "Mephisto" o "So long Lilyth" già dal titolo
saranno capaci di evocare parecchia nostalgia ed emozione nei cuori dei
texiani più accesi, ne sono sicuro. In particolare "Four
Brave Riders", una delle mie canzoni preferite del disco, vede Tex e i
suoi pards durante una suggestiva cavalcata lungo la via di casa,
mentre in loro riaffiorano i ricordi e si raccontano di tutte le
avventure più significative.
MB: So
che Sergio Bonelli ha seguito personalmente le varie fasi di
realizzazione del disco. Che ricordo hai di lui?
GR:
Sergio era una persona eccezionale, geniale, generosa e sincera. Lo
conobbi quattro anni fa, e da allora è stata una continua
frequentazione e collaborazione con lui e la sua mitica Casa editrice.
Mi ha sempre dimostrato la sua amicizia e la sua stima, tra noi c'era
una grande sintonia e mi sento immensamente onorato di questo. Sergio
è indimenticabile, e tra i tanti ricordi mi piace ripensare
a quando l'ho simpaticamente coinvolto a cantare con me la strofa
finale del brano classico "On top of Old Smoky" davanti al numeroso ed
emozionato pubblico di una convention milanese del fumetto. Ricordo
ancora vividamente la sua espressione soddisfatta e il suo sorriso.
MB: E
adesso? Farai dei concerti, poterai in tour "My name
is Tex" come già è accaduto per l'album di Zagor?
GR:
Ovviamente la prima fase sarà quella degli "showcase
acustici" di presentazione, a cominciare dalla
“Fumetteria” di Maranello il prossimo 17 dicembre.
Poi credo ci sarà un vero e proprio "My name is Tex tour" in
primavera-estate con una band al completo, dove cercherò di
ricreare anche dal vivo il sound del disco. Non ho ancora dei piani
precisi, ma ci sto lavorando, senz'altro aggiungerò in
scaletta anche varie altre sorprese, sarà un concerto tra il
folk, il rock e il country. Di sicuro sul palco non mancherò
di indossare il mio cappello stetson nero, per entrare ancor
più nella parte del "emilian-cowboy": "Tra la Via Emilia e
il West" cantava il grande Guccini, ed io dai tempi degli esordi con la
mia prima band chiamata "Rocking Chairs" ad oggi non ho mai smesso di
cantare l'America, e anche l'Emilia, la mia terra. E da oggi il
sottoscritto certamente canterà le gesta del ranger Tex
Willer, celeberrimo e italianissimo eroe del fumetto western.
|