I SOTTERRANEI DI MILANO
  Sinistre scene e oscuri complotti, di Alfredo Castelli
 
     
       
   

D’accordo, a tutta prima non sembrano evocativi come quelli di Parigi (immortalati nell’omonimo feuilleton di Eugene Sue), ma possiamo assicurarvi che anche il capoluogo meneghino può vantare dei sotterranei di tutto rispetto. I quali, come ogni vero sotterraneo, danno asilo ai più inimmaginabili (e spaventosi) segreti. "I misteri di Milano", primo volume delle memorie del Docteur Mystère (Alessandro Editore), sono qui a testimoniarcelo. Pubblicata in origine nell’Almanacco del Mistero 1998, con il titolo di "Docteur Mystère e il Popolo delle Tenebre", questa avventura segna l’inizio del ciclo che Alfredo Castelli dedica all’antenato del suo Martin Mystère, che non è, come il nome lascerebbe supporre, il barbuto dottore, bensì il suo aiutante Cigale. Così, tra torme di cinesi cattivissimi, diaboliche congiure, straordinarie invenzioni e deliziose, quanto svenevoli, eroine, prende corpo un racconto che unisce a un piacevolissimo profumo d’altri tempi un piglio ironico e consapevole, che ricostruisce e rivela tutte le debolezze e le ingenuità del genere. Ma, soprattutto, non teme di abbandonarsi al gusto per l’invenzione più ardita, coinvolgendo il lettore in un pastiche di citazioni e rimandi stilistici che offrono un piacere in più, ma che non è assolutamente necessario cogliere per godersi questa rutilante escursione nella Milano (anzi, sotto) ottocentesca.