L'ULTIMA FRONTIERA DI NATHAN NEVER
 

 

 

 

 

 

 

 



L'universo di Nathan Never è in continuo mutamento, da qualche tempo a questa parte. L'imperatrice Ann sembrava sconfitta, ma, nel Gigante in edicola da ottobre, la sua orda di guerrieri Shra torna a minacciare la Terra, mentre il Nautilus, il vascello spaziale su cui viaggiano Nemo, il clone futuro di Nathan Never, e sua figlia Artisia, decolla per il suo viaggio definitivo verso Arret, il "primo" pianeta del Multiverso... Nel tredicesimo Speciale, il protagonista di una fuga senza speranza è Tim, giovane vittima di un disumano esperimento genetico, sfuggito al controllo dei suoi aguzzini. Nathan Never è sulle sue tracce, ma a complicare l'intrigo è un sicario incaricato di uccidere il nostro Agente Alfa... Nella serie regolare, dopo i cataclismi provocati da Aristotele Skotos, i rapporti fra la Terra e le Stazioni Orbitanti sono peggiorati. In questo clima di tensione, Nathan diventa guardia del corpo di un importante diplomatico che, per ragioni di convenienza politica, ha scelto di partecipare a un torneo di arti marziali che si svolge nello spazio, nell'ultima "incarnazione" di quel tempio dove, in passato, lo stesso Nathan aveva trovato rifugio e conforto dopo la tragica morte di sua moglie... Per capire meglio quali saranno gli sviluppi futuri della avventure di Nathan Never e come parallelamente si siano sviluppate le vicende di Nemo, la sua controparte del futuro, abbiamo pensato di proporvi una intervista inedita con lo sceneggiatore e curatore della serie Antonio Serra.
   

           
 

Come è nata la saga dei Tecnodroidi?

È una storia lunga, ed è cominciata ormai più di dieci anni fa. Stavo scrivendo quelli che poi sarebbero diventati gli albi n. 7 e 8 di Nathan Never ("La zona proibita" e "Uomini ombra"). A un certo momento, mi trovai davanti a un insolubile inghippo di sceneggiatura: i cattivi si "scordavano" di uccidere Nathan Never, che riusciva a fuggire in un modo che appariva senza senso. Ovviamente, non potevo lasciare la scena così com'era, perché si trattava di un vero e proprio errore. A furia di spremermi le meningi, trovai la soluzione: i cattivi non uccidevano Nathan perché conoscevano il futuro, e sapevano che, nel futuro, Nathan li avrebbe aiutati a uscire da una situazione disperata. Se lo avessero fatto fuori in quel momento, il loro destino sarebbe stato segnato. Così, tornai indietro, riscrissi parte dei dialoghi (e aggiunsi delle nuove scene), ponendo le basi della saga della Fratellanza Ombra e dei Tecnodroidi. L'idea che poi, nel futuro, il mondo sarebbe stato governato da esseri cibernetici, fusione tra uomo e macchina, deriva, com'è evidente, dal primo "Terminator " di James Cameron.

 
 

Come hanno accettato i lettori la coesistenza di due Nathan Never nello stesso mondo?  

In realtà, i Nathan, nell'universo quantistico del nostro eroe, sono molti di più, come abbiamo spiegato sia nel n. 100 che nel n. 120 della serie regolare. Ma, nella continuità dei Giganti, i due Nathan (ovvero, il "nostro" Nathan Never e Nemo, la sua controparte clonata del futuro) si sono incontrati brevemente soltanto nel terzo Gigante. Per il resto, hanno vissuto le loro avventure separatamente, in due universi paralleli. Apparentemente, le storie sono state gradite. Speriamo che siano gradite anche quelle future.

Come si evolverà la saga di Nathan Never?

Abbiamo in programma grandi cambiamenti, che coinvolgeranno anche l'albo di Legs. Come i lettori avranno intuito dalle ultime avventure della serie regolare, la guerra con le stazioni orbitanti è ormai inevitabile. Ora, dopo gli sconvolgenti avvenimenti che hanno coinvolto Aristotele Skotos e la sua famiglia, avremo qualche mese di apparente "pausa". Le storie, da qui fino al giugno 2004, serviranno a chiudere qualche sottotrama aperta, a inserire nuovi dettagli. poi la guerra si scatenerà in tutta la sua violenza, con conseguenze che, anche per noi che scriviamo, sono difficili da calcolare. I cambiamenti saranno molti e non solo estetici. I rapporti tra i personaggi saranno in gran parte rivoluzionati. Vedremo come i lettori accoglieranno questo "ribaltone" che ha coinvolto tutto lo staff e che ha richiesto un grande lavoro.