L'ARCIERE IMMORTALE
 

 

Qui sopra: Errol Flynn interpreta Robin Hood in un celeberrimo film di Michael Curtiz del 1938.  A destra: Sergio Giardo reinterpreta le gesta del mitico arciere della Foresta di Sherwood nell'Almanacco del Mistero 2005.

Ci sono personaggi provenienti dalla realtà che entrano di prepotenza nel campo della fantasia, assumendo, con il passare del tempo, la forza delle vere leggende. Robin Hood è uno di questi. E poco importa chi sia stato veramente (o addirittura se sia veramente esistito) l'arciere-fuorilegge che, dal suo rifugio nella foresta inglese di Sherwood, si faceva beffe dei ricchi e dei potenti, e li derubava per distribuire i loro beni ai poveri. Di sicuro, il Robin Hood che si è fatto largo nel nostro immaginario ha connotati precisi e inconfondibili, che nemmeno le più ardite e trasgressive reinterpretazioni hanno osato tradire. Un cappello piumato, un pizzetto a punta, un vestito aderente (generalmente verde), una faretra colma di frecce e un arco sempre a portata di mano: ecco l'archetipo, immortalato sul grande schermo, rispettivamente nel 1922 e nel 1938, dai divi Douglas Fairbanks ed Errol Flynn (lo vedete nella foto in basso, sul set di un film di Michael Curtiz). A questa immagine-chiave si rifanno sia le più ironiche parodie (come "Robin Hood - Un uomo in calzamaglia", un film diretto nel 1993 da Mel Brooks,), sia le versioni più fanta-realistiche, come "Green Arrow", super-eroe giustiziere metropolitano a fumetti, creato nel 1941 da Mort Weisinger e George Papp. Ha invece risvolti imprevedibilmente mysteriosi - poteva essere altrimenti? - il Robin Hood protagonista della storia pubblicata sull'Almanacco del Mistero 2005, nata da un soggetto di Alfredo Castelli, sceneggiata da Federico Memola e illustrata da Sergio Giardo, da cui abbiamo tratto la vignetta qui sotto..