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È stato, senza alcun dubbio, uno dei personaggi più
interessanti dei comics made in Italy. Nato nel 1977 dal talento
di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, Ken Parker è davvero
un caso unico, un magico e (all'apparenza) irripetibile amalgama
di passione, freschezza narrativa, maturità e incisività
pedagogica. Pedagogica, sì, poiché la crescita umana
di Lungo Fucile ha accompagnato, per tutta la durata della sua travagliata
vita editoriale, quella dei suoi lettori, rispecchiandone fantasie,
problemi, aspettative, offrendo loro un termine di paragone con
cui confrontarsi e un'occasione per crescere, anche sotto il profilo
etico, come soltanto i classici della letteratura sanno fare. In
più, dopo Ken Parker, il modo di raccontare per sintesi di
parola e immagine non è più stato lo stesso, cosicché
anche il fumetto - che ora molti definiscono, non senza ragione
ma forse con una punta di seriosità, "arte sequenziale"
- ha dovuto fare i conti con la rottura degli schemi formali consueti
messa in opera dalla comparsa in scena del biondo frontierman. Tanto
Berardi, autore dei testi, che Milazzo, creatore grafico del personaggio,
hanno saputo sperimentare soluzioni narrative sino ad allora inedite,
debitrici in egual misura del cinema, del teatro, della letteratura
e delle arti figurative, dalla pittura alla fotografia. Un personaggio
"difficile", Ken Parker, ma senza le compiaciute astrusità
di certo fumetto "d'autore"; al contrario, un personaggio
di immediata comunicativa che ancora oggi i lettori rimpiangono
come si rimpiange un amico assente. Ed è proprio questo lo
spirito che si coglie tra le pagine del bel saggio "Ken Parker
- Un uomo, una leggenda", ospitato dalla collana Special Book
di "Cronaca di Topolinia"; 104 pagine fitte di testimonianze,
interviste agli autori, analisi critiche, corredate da un apparato
iconografico di tutto rispetto. Al volume, curato da Salvatore Taormina,
va riconosciuto il merito di aver saputo esplorare senza appesantimenti,
ma con dovizia di dettagli, tutti gli aspetti e i colori della saga
kenparkeriana, confezionando qualcosa di più, e di più
utile, di un omaggio "in memoriam": un apprezzabile compagno
di strada per quanti ancora non si rassegnano a veder calare il
sipario (per sempre?) sulle imprese di Lungo Fucile.
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