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Tutti
gli appassionati di Martin Mystère ormai lo sanno: ogni
anno, l'appuntamento con Storie da Altrove si rinnova a settembre. Il
giorno 27 del mese, infatti, arriva in edicola il quattordicesimo albo
della collana, incentrata sulle missioni che gli agenti della
"mysteriosa" base hanno vissuto nel passato, spesso contribuendo a
tessere i più importanti eventi storici. E, stavolta, la
Storia è quella del nostro Paese. Chiediamo a Carlo Recagno,
sceneggiatore dell'episodio, come è nata e cosa racconta "La
donna che cambiò la Storia d'Italia"...
"Altrove"
ha a che fare con l'Unità d'Italia?! Cos'è questa
storia?
Ma
è la storia d’Italia, no? Perdinci e poi perbacco!
Beh, la verità è che ogni anno Castelli e io
studiamo quali personaggi “storici” (reali o di
fantasia) mettere in “Altrove”, e non potevamo
lasciarci sfuggire l’aggancio con i 150 anni
dell’unità nazionale. Quindi aspettatevi la
consueta avventura con misto di realtà e di fantasia, ma
questa volta i protagonisti sono gli eroi che hanno fatto il nostro
paese. La premessa del racconto è piuttosto semplice:
qualcuno che ha visto il futuro vuole riscrivere la storia per impedire
l’unità d’Italia, e
“Altrove” cerca di fermarlo, inviando una dei suoi
agenti sul campo. Inizialmente avrei voluto ambientare la vicenda nei
primi mesi del 1861, a un passo dalla proclamazione del Regno
d’Italia da parte del parlamento piemontese (avvenuta, come
ricordiamo tutti, il 17 marzo di quell’anno), ma mi sono
scontrato subito con il problema della plausibilità storica.
“Altrove” è una base governativa
americana, e proprio in quei mesi gli Stati Uniti erano a un passo
dalla guerra civile (i primi stati del sud avevano dichiarato la
secessione già nel novembre 1860, subito dopo
l’elezione di Lincoln a presidente). Era un po’
improbabile, quindi, che ad “Altrove” si
occupassero dei problemi dell’Italia quando ne avevano
già di gravi in casa loro. Di conseguenza ho collocato la
storia nell’estate del 1860, durante l’impresa dei
Mille, un periodo tumultuoso che offriva molti spunti.
Avendo
già coinvolto Garibaldi in una precedente avventura della
"mysteriosa" base segreta, hai nuovamente fatto entrare in azione
l'"eroe dei due mondi"? Chi sono i protagonisti del racconto?
L’"eroe
dei due mondi" torna, eccome, e non sarebbe stato possibile altrimenti,
vista la collocazione della vicenda. Anzi, tutto ruota attorno a un
momento critico dell’Impresa dei Mille. Siamo tra Luglio e
Agosto 1860, Garibaldi si è insediato in Sicilia, ha
occupato l’isola, e si prepara a sbarcare sul continente per
proseguire la conquista del Mezzogiorno in nome di Vittorio Emanuele
II, re del Piemonte. Ma è costretto a fermarsi
perché, da Napoli, re Francesco II di Borbone ha ordinato un
blocco navale per impedire a Garibaldi di oltrepassare lo Stretto di
Messina. Sappiamo dalla Storia che il blocco a un certo punto venne
ritirato, e i Mille poterono sbarcare in Calabria. Ma cosa sarebbe
successo se questo non fosse accaduto? Se l’avanzata di
Garibaldi si fosse arrestata? È quanto il
“cattivo” di questo albo vuole far accadere.
Garibaldi, comunque, ha un ruolo limitato. Lo vediamo soltanto in una
scena, a Messina, mentre assieme a Nino Bixio pianifica lo sbarco in
Calabria. I protagonisti del racconto, in realtà, sono
Giuseppe Verdi e una affascinante agente di
“Altrove”, Christina, che chiede il suo aiuto per
risolvere un enigma “musicale” che potrebbe portare
a una svolta nelle indagini. Ricoprono un ruolo importante nella
vicenda anche l’imperatore dei francesi Napoleone III e la
Contessa di Castiglione, sua ex amante che, pilotata da Cavour,
l’aveva spinto verso l’alleanza con il Piemonte.
Anche Cavour appare tra le pagine dell’albo, e con lui
Vittorio Emanuele II, Nino Bixio, Costantino Nigra (segretario di
Cavour) e il librettista d’opera Antonio Ghislanzoni (che in
seguito collaborerà con Verdi
all’”Aida”).
Dalle
tavole che abbiamo sfogliato in anteprima (alcune delle quali mostriamo
in questa stessa pagina), l'episodio sembra ricco di tanti elementi
diversi, che vanno dalla musica alla magia, dalla Storia all'horror.
Pensi di essere riuscito a combinare a dovere tutti questi ingredienti?
Io
ci provo sempre, per far sì che la storia (quella con la
“s” minuscola) sia il più possibile
varia. La musica è un elemento che permea l’intera
vicenda, dato che abbiamo come coprotagonista uno dei più
grandi compositori - se non il più grande -
dell’epoca, e l’avversario è nientemeno
che un “demone della musica”, un personaggio
letterario suggeritomi da Castelli, e che è preso da Trilby,
di George du Maurier. Nella nostra versione gli attribuiamo
un’importanza e una statura decisamente superiori rispetto a
quel romanzo.
Quali
sono state le tue fonti d'ispirazione principali per "La donna che
cambiò la Storia d'Italia"?
Nessuna
ispirazione diretta. Mentre scrivevo la sceneggiatura però
ho letto il “Garibaldi” di Tuono Pettinato, che
forse mi ha influenzato indirettamente per quanto riguarda
l’approccio verso le figure storiche importanti: rispettoso
ma non riverente, e sempre in una rigorosa prospettiva storica. Ho
inoltre fatto riferimento nel racconto a un libro di protofantascienza
“dimenticato”, Abrakadabra, del sopracitato Antonio
Ghislanzoni. Nella maturità, il librettista
d’opera si era cimentato in un genere allora nuovo, quello
della letteratura d’anticipazione, come veniva chiamato
all’epoca, e scrisse un romanzo nello stile di Jules Verne
che descriveva una incredibile Milano del ventesimo secolo, anticipando
davvero (come Verne, appunto) molte cose che poi si sono tramutate in
realtà, come l’ingegneria genetica, il controllo
climatico, le lenti a infrarossi; o che sono diventate di uso comune
nella letteratura fantascientifica, come i robot, le armi con
componenti organiche, i sensori “alla Star Trek”.
Il libro è scaricabile gratuitamente dalla rete, ed
è una vera curiosità, anche se di lettura non
proprio scorrevole.
Quanta
documentazione ha dovuto usare Sergio Giardo per disegnare quest'albo?
Credi di essere riuscito a metterlo in difficoltà con una
particolare sequenza?
Mando
sempre a Sergio montagne di documentazione, soprattutto per luoghi e
personaggi storici. Una volta gli avrei inviato pacchi di fotocopie,
oggi gli mando soltanto link su cui poi andare a cercare in rete. Ma
non riesco mai a metterlo in difficoltà, visto che
interpreta sempre benissimo il mio pensiero. Ma non dispero: prima o
poi farò in modo di metterlo con le spalle al muro!
Per
concludere, l'immancabile domanda sul futuro: dove e quando pensi di
portare il lettori di Storie da Altrove, l'anno prossimo?
Top
secret. Posso solo dire che sarà ambientato ai primi del
Novecento, che il protagonista principale sarà un eroe
letterario, e che la storia tratterà anche, in qualche
misura, di Cagliostro, uno di quei personaggi a cui abbiamo fatto
riferimento più volte, in Martin Mystère, senza
mai trattarli direttamente.
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