L'ISTINTO DELLA CACCIA
 

 




 

Quale sarà lo sport più in voga nel prossimo futuro? Film quali “Rollerball”, di Norman Jewison (1975), “Anno 2000, la corsa della morte”, di Paul Bartel (1975), e “L'implacabile” di Paul Michael Glaser (1987), ci hanno anticipato che gli atleti del domani saranno molto simili a gladiatori, pronti a sfidarsi in enormi arene, ripresi da migliaia di telecamere che mostreranno le loro prodezze a milioni di spettatori; correranno sui pattini a tutta velocità, protetti da caschi e guanti chiodati; sfrecceranno su macchine “impossibili”, oppure scenderanno in campo armati e suddivisi in squadre pronte ad affrontarsi in un corpo a corpo all'ultimo sangue. Ma il “gioco” più amato del mondo che verrà potrebbe essere anche la caccia all'uomo, come ci raccontava Robert Sheckley in un fanta-romanzo, “La decima vittima”, trasformato in film nel 1965 da Elio Petri (da cui è tratta l'immagine che vedete qui accanto). Per l'occasione, il ruolo di cacciatore-preda era affidato a un imperturbabile e platinato Marcello Mastroianni il cui destino veniva, di volta in volta, deciso da un computer. Un non meno avveniristico software permette al giovane Takedo di creare un business mortale, nella storia inedita di Nathan Never inserita nell'Almanacco della Fantascienza 2006, dalle cui pagine è tratta la tavola riprodotta qui in basso. Con una manciata di “crediti”, gli abitanti della Città possono iscriversi al Death Game, mentre un sorridente scheletro con la bombetta in testa appare sugli schermi collegati in Rete per rivelare l'identikit dell'uomo o della donna da cacciare. Il primo che riuscirà a eliminare l'ignara vittima si aggiudicherà il gigantesco montepremi messo in palio. Ma che cosa accadrebbe se, a interpretare il ruolo di preda, fosse proprio il nostro Agente Alfa?