LA MAGIA DI HOUDINI AD ALTROVE!
  

 









Il 27 settembre è arrivata in edicola la decima avventura della collana “Storie da Altrove”. Negli scorsi albi abbiamo viaggiato avanti e indietro nel tempo, venendo a conoscenza di importanti eventi nella storia della “mysteriosa” base che, nell’universo di Martin Mystère, si occupa di affrontare minacce magiche e occulte. Abbiamo conosciuto la sua fondazione, ci sono stati presentati alcuni celebri e insospettabili collaboratori, da Giuseppe Garibaldi a Gabriele D’Annunzio, da Sherlock Holmes a Mark Twain, e numerosi segreti che si celavano dietro a importanti avvenimenti storici ci sono stati rivelati. Cosa riservano ai lettori, quest’anno, le pagine de “Il terrore che venne dallo schermo”? L’abbiamo chiesto allo sceneggiatore della storia, Carlo Recagno.



Che periodo storico hai deciso di esplorare questa volta?

La vicenda ha luogo a New York tra il dicembre 1918 e il gennaio 1919, poco dopo la fine della Grande Guerra; ma c'era poco da festeggiare, in quanto dilagava una epidemia di "spagnola" che fece quasi tante vittime quanto il conflitto. Inoltre proliferavano sedicenti "medium" che carpivano la buona fede (e il denaro) di molte persone che avevano un familiare tra i caduti, e che speravano di poter prendere contatto con lui nel corso di una seduta spiritica. Negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, Harry Houdini condusse una vera e propria crociata contro i ciarlatani, creandosi una specie di "seconda carriera" come "smascheratore di imbroglioni". E, parlando di "seconde carriere", era il periodo in cui Houdini stava debuttando come attore cinematografico, con un "serial" avventuroso intitolato "The Master Mystery"; in quella pellicola, il suo antagonista era un malvagio automa, che ho voluto riprendere per il racconto a fumetti (è lui, infatti, il "terrore" a cui si riferisce il titolo dell’albo).

Harry Houdini aveva già fatto un'apparizione lo scorso anno sulla testata bimestrale di Martin Mystère. L'avventura che leggeremo a fine settembre è, in qualche modo, collegata a quella vissuta in prima persona dal Detective dell'Impossibile?

Non in senso stretto. In Martin Mystère n. 285 è stato rivelato come Houdini per un certo periodo della sua vita avesse lavorato segretamente per "Altrove"; in questo albo narriamo una delle avventure da lui vissute come collaboratore della mysteriosa base.

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Anche in questa occasione, come già accaduto nelle ultime due uscite, la storia è disegnata da Sergio Giardo. Com'è il tuo rapporto con il disegnatore torinese? In che modo funziona la vostra collaborazione e come si è sviluppata nel corso della lavorazione degli ultimi tre "Storie da Altrove"?

Sergio e io non ci vediamo quasi mai, ma ci teniamo in contatto e-mail con regolarità. In questi tre anni il suo lavoro non ha mai smesso di evolversi, aggiungendo sempre più profondità e fluidità al disegno. È un vero collaboratore, che non si limita a eseguire la sceneggiatura (cosa che fa comunque con grande scrupolo), ma aggiunge sempre del suo, come dettagli e atmosfere, e sempre in maniera funzionale alla storia. Ha una grande abilità nel gestire gli spazi, come se i personaggi fossero attori che si muovono in un set cinematografico. Tutte le scene che Giardo disegna sono "coreografate" in maniera da trasmettere un senso di realtà.

Sembrano trascorsi in un battere d'occhio, eppure nel 2008 si festeggiano già i dieci anni di vita della collana. Che effetto fa guardarsi indietro? C'è qualche storia che tu e Alfredo Castelli avete architettato nell'ultimo decennio e che è rimasta ancora nel cassetto? E cosa ci attende nel futuro di "Storie da Altrove"?

Già dieci anni? Qui dovrei dire qualcosa di altamente originale, per esempio: "Perbacco, come passa il tempo!". Scherzi a parte, non dico che mi sembra ieri, ma l'altro ieri sì; e per il futuro non mancano certo le opportunità. Il "raggio d'azione" della serie va dalla rivoluzione americana fino agli anni venti del ventesimo secolo; non credo che saremo mai a corto di idee, avendo a nostra disposizione circa centocinquanta anni in cui pescare spunti. Un personaggio "storico" che sia a Castelli che a me piacerebbe molto usare è Arsenio Lupin; se e quando si presenterà l'opportunità, farà capolino nelle pagine di "Storie da Altrove"!