EINSTEIN AD ALTROVE!

 




 


 
 Clickate sulle tavole per ingrandirle.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

È arrivato il momento di gettare nuovamente un occhio sul passato e di conoscere i segreti più insospettabili della Storia con la “S” maiuscola. È giunta l’ora, dunque, di un nuovo albo della collana Storie da Altrove, in edicola dal 26 settembre: “La donna che rapì Albert Einstein”. Carlo Recagno ha trovato il tempo di scambiare quattro chiacchiere con noi per portarci dietro le quinte della lavorazione dell’episodio da lui sceneggiato e per anticiparci qualche dettaglio dell’avventura.

In che periodo storico ci porti, questa volta? Sappiamo che la storia si svolge almeno in due momenti diversi, coinvolgendo personaggi che vivevano in epoche differenti...

Esatto, come del resto accade spesso in Altrove, e naturalmente in Martin Mystère. Quest’anno abbiamo una prima parte che si svolge in Francia, all’inizio del diciannovesimo secolo, con nientemeno che Ugo Foscolo, all’epoca in cui era ufficiale dell’esercito napoleonico. Ha una relazione con una donna inglese di nome Fanny Hamilton, come forse qualcuno ricorderà di aver letto a scuola. Successivamente l’azione si sposta in Svizzera, a Berna, un secolo più tardi, e facciamo la conoscenza di un giovane impiegato dell’ufficio brevetti che di lì a poco farà molto parlare di sé: Albert Einstein. Non ha ancora pubblicato le sue teorie, è da poco sposato con la prima moglie Mileva, e conduce una vita tranquilla, ma non sa che sta per venire coinvolto in una tipica e strampalata avventura di “Altrove”. C’è inoltre un prologo ambientato ancora in un’altra era, e ha come protagonista il leggendario bardo celta Ossian (come potete constatare ho continuato ad attingere ai ricordi del liceo!), che era molto apprezzato non solo dallo stesso Foscolo, ma anche da Napoleone.

Come sei riuscito a rendere misteriosa e persino più avventurosa la vita di un personaggio come Einstein? Da dove è scaturita l'idea di coinvolgerlo con la base di Altrove?

Einstein è uno di quei personaggi “grossi” che da anni volevamo utilizzare, nel mondo di Martin Mystère; aspettavamo soltanto l’idea giusta. Lo spunto di base l’ho ricavato quando ho appreso che esisteva una connessione tra lui e Foscolo (che qui non anticipo per non incappare in uno “spoiler”), e ho capito subito che ci poteva essere una storia da raccontare. Ho cercato come sempre di documentarmi al meglio, e mi è stata molto utile la recente biografia scritta da Walter Isaacson; per ottenere un approccio al “personaggio Einstein” dal punto di vista “umano”, invece, mi sono basato sulla miniserie televisiva diretta da Liliana Cavani, trasmessa dalla RAI l’anno scorso.

 


Anche in questa avventura, come in altre scritte da te per Martin Mystère e Storie da Altrove, troviamo una figura femminile a giocare un ruolo particolarmente importante. Anzi, in molte tue avventure le donne, più che protagoniste, si sono spesso dimostrate il vero e proprio motore del racconto. Prendiamo un abbaglio sottolineando questa forza dell'"altra metà del cielo" rappresentata nelle tue storie o è una costante voluta?

Ti dirò che fino a qualche anno fa non me n’ero per niente accorto. Poi ho cominciato a farci caso, e mi sono reso conto che è vero: in quasi tutte le mie storie c’è almeno una donna “forte”, e in questo albo ne vediamo addirittura due! Oltre alla sopracitata Fanny, c’è infatti Olimpia, l’agente di “Altrove” già vista assieme a Van Helsing nell’albo n. 9 (“Il principe che tornò dalle tenebre”), e che da allora ha fatto capolino anche in un albo di Martin Mystère (“Il sole nero”, n. 292). Come mai questa costante presenza femminile? Forse è una sorta di par condicio: dal momento che le storie avventurose sono territorio prettamente maschile, penso sempre che per equilibrare un po’ ci vuole almeno una donna. In ogni caso, adesso non posso deludere i lettori, i quali ormai si sono abituati a vedere le tipiche “donne di Recagno”, che si fanno largo a gomitate e non hanno paura di tirare calci.
 

  


Non possiamo che concludere chiedendoti cosa bolle in pentola, sia per l'albo di Storie da Altrove del 2010 che per i prossimi mesi del Detective dell'Impossibile...

Visto che quest’anno abbiamo usato due personaggi reali, per il prossimo albo attingeremo di nuovo alla letteratura, facendo tornare il mostro di Frankenstein. Dico “tornare” perché è già apparso, anni fa, in un’avventura “storica” di Martin Mystère, il numero 53, “Frankenstein 1986”, (al quale naturalmente faremo riferimento in termini di continuità), e credo che ci sarà da divertirsi. Naturalmente devo pensare per prima cosa a quali donne far disegnare a Sergio Giardo! Per quanto riguarda il Buon Vecchio Zio Marty, a ottobre vedremo una storia di Morales e Grimaldi con il ritorno di un personaggio già comparso in precedenza, l’affascinante maggiore Olga Petrovna, che chiederà l’aiuto di Martin per una vicenda piuttosto inquietante; a dicembre ci sarà una storia “magica” di Mignacco e Bagnoli, e nel frattempo uscirà l’Almanacco, in cui Martin dovrà tirare fuori dai guai un altro “detective dell’impossibile” che cercava di fargli concorrenza. L’anno nuovo verrà inaugurato da Alessandrini, con un racconto scritto da Morales in cui Martin lavorerà a fianco di una donna giovane, affascinante e piuttosto “tosta”. Uhm…a pensarci bene, non sono l’unico a mettere nelle proprie storie delle forti presenze femminili…