ANCHE BUZZATI AMAVA I FUMETTI

 

 


DINO BUZZATI
PAROLE E COLORI
Dal 7 aprile al 1 luglio
2001
Cernobbio (Como)
Villa Comunale
Via Regina, 7
Orario: da martedì
a venerdì,
ore 15-19,
sabato, domenica e
festivi, 10-19
Ingresso:
intero L.10.000;
ridotto e soci
T.C.I.
L. 6.000; scuole:
L. 5.000;
bambini fino
a 11 anni: gratuito
Informazioni: tel.
031.301037

Noto soprattutto per la sua attività di giornalista e scrittore, Dino Buzzati (1906-1972), ha firmato capolavori come "Barnabo delle montagne" (1933) e "Il deserto dei Tartari" (1940), per arrivare a "Cronache terrestri", pubblicato postumo nel 1973. Ma accanto alla narrativa, Buzzati coltivò anche un grande interesse per la pittura. "La pittura", scrisse, "per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie". Da questa attitudine nacque anche il suo interesse per il fumetto, inteso come mezzo di espressione e sintesi estrema di parola e immagine, al punto che, nel 1969, decise di sceneggiare e disegnare personalmente un libro davvero fuori da ogni schema, "Poema a fumetti". In quell’opera, recentemente riproposta negli Oscar Mondadori, Buzzati racconta la mitica storia di Orfeo ed Euridice, aggiornandola ai nostri giorni, sullo sfondo di una Milano notturna e inquietante, e trasformando il protagonista in un cantante pop. A Cernobbio, una interessantissima mostra ripropone molti suoi quadri e dipinti, testimonianze di una fantasia sbrigliata, che vaga senza sosta nei mondi più diversi, costruendo, per l’appunto, storie sospese tra reale e incredibile, ambientate in scenari che vanno dalle montagne alle città. La mostra è accompagnata da un catalogo con scritti e racconti di Buzzati, un'introduzione di Luigi Cavadini, curatore della rassegna, e di Nella Giannetto, presidente dell'Associazione Internazionale Dino Buzzati. Per quanto riguarda invece il poetico "Poema a fumetti", Filippo Del Corno, giovane compositore milanese, ne ha ideato una affascinante trasposizione dal vivo, proponendola in prima assoluta lunedì 9 aprile 2001, all'interno della rassegna "Suoni e Visioni", organizzata dalla Provincia di Milano. Lo spettatore si trovava al centro di un evento multimediale basato sulla proiezione delle tavole originali su una serie di schermi, mentre l'ensemble Sentieri Selvaggi (ospite Omar Pedrini, front-man e chitarrista dei Timoria) forniva la colonna sonora dell'evento. Se le voci dei cantanti riprendevano i dialoghi e le didascalie originali di Buzzati, Pedrini impersonava il moderno Orfeo, che, in tre momenti della narrazione, imbraccia la chitarra e propone le sue malinconiche ballate, in onore della perduta innamorata Euridice.